AUSTRALIA IN LUTTO
E' morta a 93 anni Nancy Bird Walton
E' stata la pioniera delle donne pilota
A soli 17 anni imparò a pilotare da Charles Kingsford-Smith, il primo uomo a sorvolare il Pacifico. L'anno scorso la compagnia di bandiera Qantas ha dato il suo nome al suo primo superjumbo A380
SYDNEY, 14 gennaio 2009 - E' morta ieri, a 93 anni, Nancy Bird Walton, la pioniera dell’aviazione: fu la prima donna in Australia a pilotare voli commerciali nel 1935.
La nipote Anna Holman ricorda così la nonna: "Era un'ispiratrice eccezionale per le donne di tutta Australia, oltre che ottima cuoca".
Nancy fu allieva del mitico Charles Kingsford-Smith, il primo pilota a sorvolare il Pacifico. Lei aveva solo 17 anni, era piccola e minuta e doveva usare un cuscino per raggiungere i comandi, ma due anni dopo, conseguita la licenza, era diventata la piu’ giovane donna pilota nel Commonwealth.
Come pilota dell'ambulanza aerea per aree remote dell’entroterra, si guadagnò il soprannome di ‘angelo dell’outback’. Nel 1950 fondo’ l’Australian Women Pilots Association, e nel '97 è stata inclusa fra i ‘tesori viventi’ dal National Trust, che protegge il patrimonio storico. L'anno scorso la compagnia di bandiera Qantas ha dato il suo nome al suo primo superjumbo A380.
La vicepremier australiana Julia Gillard ha detto di lei: "Sin dal suo primo volo, ha aiutato a sfatare il mito secondo cui pilotare aerei sia dominio dei soli uomini’’.
Da il Gazzettino Belluno
La Santanchè: «Un aeroporto a Cortina»
Ma il sindaco frena: «Decida la gente»
di Bruno De Donà
CORTINA (7 gennaio) - Un aeroporto per Cortina. Più che un’idea, è l’obiettivo che l’onorevole Daniela Santanchè si ripropone di raggiungere. In vacanza nella "perla" delle Dolomiti, di cui è affezionata ospite da una ventina d’anni, la leader del "Movimento per l’Italia" si accinge dunque a una battaglia non facile, ma che affronta con il deciso piglio che le è consueto. Parte da una considerazione che dovrebbe dare la spinta al suo progetto: «Cortina ha un’importanza tale come polo turistico a livello internazionale per cui deve assolutamente munirsi di una struttura aeroportuale. Basti solo dire che, rimanendone priva, non è in grado di essere veramente competitiva con una Sankt Moritz. Per questo motivo va concepito un chiaro disegno da collocare nell’agenda politica».Sbaglierebbe chi pensa a una semplice intenzione buttata lì sul futuro della conca ampezzana. Santanchè si sta infatti già attivando per i necessari contatti. «A giorni - preannuncia - ne parlerò con il sottosegretario Brambilla. E vorrei che anche il sindaco si facesse carico della questione». Ma Franceschi, interpellato sulle concrete possibilità di mettere le ali al progetto, mette subito le mani avanti. «Ritengo che prima di procedere su una simile strada sia necessario ricercare la condivisione con la comunità locale. È importante che l’onorevole Santanchè venga a parlarne, ma noi su tale argomento abbiamo brutti ricordi e serve una riflessione, analizzando pro e contro».Ciò a cui allude il primo cittadino è ben presente nella memoria locale. Un aeroporto a Cortina, realizzato dalla società Aeralpi, con principale azionista il conte Cesare Acquarone, c’era. Fu inaugurato nel 1962, con voli regolari fino al ’68. Alla morte di Acquarone, in quello stesso anno, rimase inutilizzato fino al 1975. L’attività riprese e un servizio di linea andò a collegare Cortina a Bolzano, Venezia e Milano. Un incidente, causato da forti raffiche di vento in fase di decollo, determinò nel giugno 1976 lo schianto al momento del decollo di un Cessna 206 privato. Perirono tutte e sei le persone a bordo. Fu l’ultimo volo e la fine dell’aeroporto.Ultimamente imprenditori privati stranieri, attraverso Arturo Bauce, pilota di Borca, si erano fatti avanti con la proposta di finanziare un nuovo centro aeroportuale. In cambio la richiesta di ottenere il permesso di costruire un albergo a 5 stelle. Andò subito tutto a monte. Ora ci riprova Daniela Santanchè. E a quanto preannuncia non intende mollare, pronta anche ad una crociata per persuadere contrari e indecisi. «Cortina è un posto unico - spiega l’onorevole - e bravi sono stati i sindaci che si sono succeduti nel preservare le bellezze naturali. Eppoi per fortuna c’è il presidio delle storiche Regole».Eppure questa splendida località dolomitica veneta vuol cambiare regione. «Sono contrarissima», sbotta. «Le motivazioni sono ispirate alla mera convenienza economica. Nulla di ideale». Ma gli Schuetzen, i pellegrinaggi a Innsbruck, la fedeltà alla patria tirolese durata secoli, dove li mettiamo? Risponde con una battuta: «Anche Torino un tempo era capitale. Allora pure i piemontesi dovrebbero avanzare rivendicazioni. Per carità, sono anacronistici. E non la spunteranno con le loro rivendicazioni».In alternativa? «Imparare ad essere prima di tutto italiani, al di sopra di ogni ideologia e nostalgia. È la linea di partenza per cimentarsi col futuro».
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COMMENTI (26)
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REFERENDUM VIRTUALE SU FACEBOOK
stiamo facendo 1 primo referendum che seppure con tutti i suoi limiti vuole misurare il polso alla situazione e sollevare 1 dibattito. aderisci al gruppo " CORTINA D'AMPEZZO: referendum "aeroporto SI" o "aeroporto NO"? vota "p.s. si' sappiamo che la Santanche' e' la Santanche', ma il punto interessa molti, chi ci lavora e chi ci vive, e chi viene a cortina in vacanza e con amore x la cittadina.mr Leonardo Barbara
commento inviato il 10-01-2009 alle 16:23 da unuomounaleggenda@yahoo.it
evviva l'aeroporto!
caliamo un velo pietoso sulla Santanchè e il vippame che pensa di sapere tutto di Cortina e non sa nulla...ma l?aeroporto è indispensabile per una stazione come la nostra , che vuole e deve avere un respiro internazionale. Ho girato il mondo con gli sci. Ho visto tutta l'Europa, il Sudamerica, l'Australia e il Nordamerica: laereo per arrivare a sciare è strategico! ovviamente i voli vanno regolamentati per non influire troppo sull'ambiente ma si può e si deve fare. Mi fanno ridere quelli che parlano di zaini e fatica. il turismo in montagna non è solo questo e per trasmettere cosa significa montagna a chi non lo sa prima bisogna portarcelo. Ci sono già abbastanza fondamentalismi al mondo, non aggiungiamoci quello di chi ha centinaia di altri postii incontaminati da visitare, posto che laeroporto sarebbe più fruibile del treno e funzionerebbe con un ruigido controllo dei modi e degli orari di volo. Anche Kristian Ghedina, che ha girato il mondo e ama molto la sua terra ed è un ragazzo intelligente, si è dichiarato favorevole. Speriamo che l'aeroporto si faccia e presto!
commento inviato il 10-01-2009 alle 13:24 da Giorgio
FIAMES
La Santanchè non mi sta simpatica ma erchiamo di non dire sciocchezze:1) L'incidente del 1976 a Fiames è tutto da dimostrare che avesse a che fare con l'aeroporto definito sarcasticamente "supersicuro".Gli aeroporti sono sicuri tanto quanto lo sono i piloti.Operare con un Cessna 206 (aeromobile carente di potenza) praticamente a pieno carico, in una giornata di Maggio da un aeroporto come quello di Cortina è operazione altamente critica che richiede perizia.Se ogni volta che avviene un incidente aereo si chiude il relativo aeroporto, staremmo freschi nel mondo.2) L'aeroporto di Fiames esiste ,come esistono aeroporti in altre famose località sciistiche d'Europa.Aeroporti che essendo in montagna richiedono un particolare addestramento ed una particolare attenzione.Basta imporre ambedue le cose tramite apposite norme.In ogni caso utilizzarlo solo per farci parcheggiare i campers è un classico spreco di risorse in cui noi italiani siamo specialisti.Oggi a ricostruire una struttura del genere non ci vogliono meno di 5 milioni di euro. Ci sono centinaia e centinaia di comuni in Italia che pagherebbero oro per avere una struttura come quella di FIAMES .Lupo Rattazzi
commento inviato il 09-01-2009 alle 18:49 da lupo.rattazzi@tin.it
santan..chi????
...a giorni ne palerà col sottosegretario brambilla..manca solo che coivolga la carfagna ed ecco pronto cast e storiella per il prossimo film di de sica. e i nip(non impotant person) si preocupano di crisi,di disocupazione,cioè di vivere...!
commento inviato il 09-01-2009 alle 13:33 da giorgio
O ferrovia o aeroporto!
si', neanche a me piace la santanche',ma a cortina ci lavoro da molti anni e vedo ke i nuovi milionari ke spendono soldi facendo lavorare tutti qui (a me personalmente nn piacciono) non sempre sono disposti a farsi dall'aeroporto di Venezia a Cortina in auto. Lo so ke x ki vive con uno stipendio normale sembra un NON problema,ma cortina con i suoi alberghi d super lusso ha bisogno di super clienti che super spendano, sono loro ke creano lavoro x tutti.BAsterebbe 1 aeroporto (e' dismesso,esiste ancora la pista) x aerei da 30-40 posti, non pensate a qualcosa come malpensa. e/o prendere in consideraz d ripristinare la tratta calalzo cortina mettendo treni panoramici come il trenino del bernina...Qualcosa s deve fare, la non scelta e' sempre la peggiore delle scelte !
commento inviato il 09-01-2009 alle 13:07 da unuomounaleggenda@yahoo.it
CARA ONOREVOLE...
Che noia sentirvi parlare di queste cose in un momento in cui il mondo va a pezzi. Le guerre uccidono centinaia di bambini, alcuni (troppi) non possono sfamare i loro figlie e di cosa si occupa il giornale???: Di Cortina. BASTA siamo stanchi, quei 4 soldi che avete non riuscite neanche a goderveli visto che siete sempre a dieta e a preoccuparvi del vs apparire. pensate che noi, persone normali, possiamo mangiare tutte le cose che vogliamo senza ingrassare, ci divertiamo perchè andiamo a mangiare una pizza con gli amici, ci fa felici vedere un bel film, e soprattutto speriamo che la montagna sia il posto dove gustarsi un po' di neve davanti ad una bevanda calda...dei vs desideri (inutili perchè tanto rimarrete sempre dei grandi infelici) non ce ne frega nulla!
commento inviato il 09-01-2009 alle 10:42 da marta lori
Certa gente che si crede un VIP solo perchè va in qualche trasmissione televisiva dovrebbe parlare dopo che ha vissuto in montagna almeno 5 anni e non 5 giorni tra natale e capodanno.
commento inviato il 08-01-2009 alle 19:31 da luca
Signora faccia come noi che amiamo davvero la montagna: scarponi zaino e pedalare... se no rimanga a casa sua
commento inviato il 08-01-2009 alle 18:00 da marilena
aeroporto a Cortina
perche' non ristabilire la ferrovia Calalzo Cortina? questo si che migliorebbe il traffico e diminuirebbe l'inquinamento .Non credo che un aeroporto potrebbe migliorare l'economia di Cortina, chi ama Cortina viene per godersi il silenzion della montagna.
commento inviato il 08-01-2009 alle 17:36 da Hedy Ciani
Volareeeee...ho... ho
la signora Santanche' come donna e' interessante, un po' meno la sua idea dell'aeroporto.Normalmente io impiego due ore per attaccare il sentiero, cammino per altre sei/sette ore ed impiego altre due ore per tornare in pianura. Mi concedo se riesco per questioni di tempo una visita alla libreria del centro,sempre fornitissima.Per godere delle bellezze di Cortina ritengo ritengo non si debba pagare solo un prezzo economico ma debba richiedere qualche sacrificio propedeutico ad un coretto approccio con l'ambiente. Struscio ,seconde case e festini in baita possono avere un senso se gratificati da un poco di fatica.Il "mondo romano con i suoi nani e ballerine gia' intasa Cortina due volte l'anno per propiziare i suoi riti desueti. Se diventa piu' facile raggiungerla non sapremmo dove metterli tutti e sarebbe insopportabile il dover obbligatoriamente ascoltare "a ma so ar rifugio, qui e' bello forte ma e fettuccine nun le fanno come da noi". Aerei?No meglio un trenino stile Bernina
commento inviato il 08-01-2009 alle 17:32 da mauro garolla
PROPOSTA
Ritengo sia più fruttuoso, per il nostro eil suofuturo, un trapianto di cervello per l'on.(?) in questione, poverina, non sa più cosa fare per fare parlare di sè....non vorrei vederla nuda sul Colosseo pur di fare notizia!!!!!!Dateci gli scarti degli altri Paesi:il 100 dei rappresentanti scandinavi, uno qualsiasi... (snip)
commento inviato il 08-01-2009 alle 17:06 da paola
Un nuovo volo Santanché-Cortina
Dopo il volo Roma-Scajola ecco il volo Roma-Santanché-Cortina!!! Io fossi in loro raderei al suolo il Pomagagnon, tanto che ci sta lì a fare? Fa solo ombra...E al suo posto un bell'hub internazionale, magari per la nuova Alitalia!!!
commento inviato il 08-01-2009 alle 16:41 da Simon
idea terrificante
L'IMPATTO AMBIENTALE SAREBBE DISASTROSO.La disonorevole Santanchè, se ama tanto Cortina e le Dolomiti, può continuare a sobbarcarsi la "fatica" di un viaggio in auto o magari, chissàmai, in treno e bus...Basta con lo scempio delle nostre montagne! Basta con la montagna firmata!
commento inviato il 08-01-2009 alle 15:48 da Giacomo
Chi ama la montagna le lasci il suo silenzio!
Non bastavano gli elicotteri per sci-alpinisti, le moto da trial a qualunque quota, i gipponi per andarsi ad abbuffare nei rifugi a 2000 metri con la famigliola urlante e tutt'altro che dsposta a sobbarcarsi la fatica di una salita a piedi. Ora anche la proposta di un aeroporto nella conca ampezzana, tra meraviglie naturali quali le Tofane, il Cristallo, il Sorapiss... Sono indignato, inviperito, vorrei che la gente cominciasse a distinguere tra Very Idiot Persons e Very Intelligent Persons, categorie entrambe presenti anche tra i VIP del Jet-Set!
commento inviato il 08-01-2009 alle 15:29 da Lucio Angelini
Faccia di bronzo
VICENZA (7 gennaio) - Il freddo intenso di questi ultimi giorni è tra le cause della morte di due uomini in Veneto: un pensionato ri Rovigo che viveva in un'abitazione priva di riscaldamento e un senzatetto a Vicenza, trovato cadavere dai medici del Suem in un ricovero precario che si era ricavato nell'area dismessa della ex corte Pellizzari. Senza commento la proposta VIP della Santachè.
commento inviato il 08-01-2009 alle 13:53 da cesare
Ma a cosa pensano i nostri politici?
Prima di pensare all'aeroporto, dovrebbero migliorare le strade che abbiamo in montagna e che richiedono una continua e costosa manutenzione, e poi eventualmente sviluppare la ferrovia. La nostra classe politica spesso è totalmente scollegata alla realtà.
commento inviato il 08-01-2009 alle 13:26 da ADRIANO
Areoporto a Cortina speriamo di no.....
ho letto l'articolo dell'On. Santanchè, sono rimasto senza parole, con tutti i problemi che affliggono il nostro paese: mafia, disoccupazione, corruzione, recessione, gli stipendi che non bastano, scuole che cadono a pezzi e chi ne ha piu' ne metta e l'On. pensa all'areoporto a Cortina, certamente non sarà per noi umili operai e poi deturpare la perla delle dolomini solo per dare ai ricchi la possibilità di arrivare a Cortina in minor tempo! Che facciano anche loro un pò di coda sulle strade, con ghiaccio, neve, pioggia, interruzioni, così si renderanno conto di cosa vuol dire restare in colonna. Come ha detto il signor Paolo in un precedente commento, "che rafforzino la ferrovia", pensate solo che da Padova a Callzo si impiega 4 ore e poi 40 minuti di autobus da Calalzo a Cortina. In conclusione spero che il Signor Sindaco di Cortina e gli ampezzani si oppongano a questo progetto e che i Verdi si facciano sentire. Cordiali saluti
commento inviato il 08-01-2009 alle 13:13 da Guglielmo
Forse è meglio ripristinare la ferrovia..
Leggendo l'articolo la prima impressione è quella di una "boutade". Non credo che a Cortina ci sia bisogno di un aeroporto, c'è già un servizio di elicotteri da Venezia e chi se lo può permettere (beato lui) lo usa.Se lo stesso entusiasmo l'On.le Santanché lo utilizzasse per sponsorizzare il ripristino della ferrovia da Calalzo a Cortina (p.s. a Sant Moritz c'è anche il treno...), forse riscuoterebbe maggior consenso tra gli ampezzani, che regolarmente sono costretti a leggere sui giornali le sparate nartalizie del Vip di turno...
commento inviato il 08-01-2009 alle 12:13 da Paolo
A quando una tribù di masai di alta montagna ?
La santanché è semplicemente indecente, nella proposta dell'areoporto e nella opposizione al trasferimento di regione. Cosa non si farebbe per la visibilità!Non mi soprenderebbe che, a forza di tentativi di colonizzazione, un giorno o l'altro arrivi la proposta di "proteggere" la popolazione locale istituendo una riserva di "masai di alta montagna" che in stagione e a gettone facciano uno spettacolino per appagare la curiosità dei visitatori ?
commento inviato il 08-01-2009 alle 11:59 da Andrea
onorevoli & co
Da sempre tutti questi personaggi, indubbiamente famosi e più o meno intelligenti, che possono trascorrere le loro vacanze a Cortina, si sentono in diritto di dare "preziosi consigli" su come miglirare quello che, prima del loro arrivo, era un paradiso. La cosa che mi sgomenta è che prima o poi la spunteranno loro.....
commento inviato il 08-01-2009 alle 10:37 da Valerio Nito
Le cose dei matti....
Non ho parole per esprimere lo sdegno. Invece di pensare a come far funzionare bene le cose che già ci sono, questa se ne esce con l'ennesima assurdità. Ma come si fa solo a pensare ad un'atrocità del genere? Rumore, inquinamento, pericolo, impatto ambientale, disagio per gli abitanti ecc... Per cosa? Per far arrivare i vip in aereo? Questo dimostra solo spregio per la natura, altro che chiacchiere!
commento inviato il 08-01-2009 alle 10:28 da Francesco
cortina-santanchè
non è abbastanza inquinato 'sto mondo! e sopratutto il loro mondo!perkè non pensano a fare del bene invece: ke vadano a passare le vacanze al 3^ mondo piuttosto!cortina è bella così com'è e appunto xkè si trova in mezzo alle montagne e ci vuole più tempo x arrivarci è ancor + bella!assolutamente no! all' aeroporto!
commento inviato il 08-01-2009 alle 10:03 da mariapia
Aeroporto a Cortina...e il porto navale?
.... E un porto navale per le barche a vela o motoscafi a Cortina, perche no!? Che resti a casa sua la Santanchè....e tutti i suoi simili…e i spaghetti VIP che insozzano Cortina.. No grazie!
commento inviato il 08-01-2009 alle 09:05 da Della Betta Giancarlo
Che vadano in vacanza in macchina questi politici... (snip)
commento inviato il 08-01-2009 alle 08:47 da Fabrizio
fuori con tutto
uno si laurea in Chimica e Tecnologia Farmaceutivhe a Padovasi fa un mazzo così x trovare un lavoro...schifato dall italia emigra all esterocon tutte le difficoltà e i sacrifici che ciò comporta......ma......spera sempre di poter tornare nel suo ricco e prosperoso Veneto un bel giorno......e invece cosa legge sui giornali ? (ne leggo tantissime x la verità....ma questa mi ha particolarmente colpito....x la sua idiozia, ovviamente)che l on (onorevole poi......bisognerebbe abolire sto titolo ridicolo) santanchè (scrivo minuscolo per spregio) nn ha di meglio da proporre che l aeroporto a Cortina..........ci sarebberro così tanti problemi da risolvere: mafia in primis, corruzione, il sistema giustizia e chi ne ha + ne metta.........ma Cortina, l aeroporto........x chi ?x i "VIP" che vanno a fare i "personaggi" in estate e inverno ?no gò paroe.........son completamente senza parolepenso solo che ill parlamento italiano sia l utlimo posto in cui i problemi della gente possan esser risoltinon è che possiam rifare un trattato di Campoformio e tornare sotto l Austria ?
commento inviato il 08-01-2009 alle 02:14 da Tomaso Albinoni
Mah!!!
Se non è l'ennesima boutade per animare il fuoristagione che sta iniziando, è l'ennesima prova del destino di questa povera colonia che si chiama Cortina, manipolata, impastata, infornata, cotta e mangiata sempre dai soliti "amici", che pensano di essere arbitri delle sue fortune. Proviamo a chiedere l'opinione, oltre che ai nomi che contano, anche a coloro che grazie all'aeroporto "supersicuro" di Cortina persero i loro cari nel 1976!...
commento inviato il 07-01-2009 alle 20:15 da ernestomajoni
Avionews 12:14 - mercoledì Fivu:
Incontro con Giuseppe Leoni, presidente dell'Aeci
Castiglione del Lago, Italia - Certamente utile per chiarire i reciproci punti di vista e individuare i primi, importanti argomenti di lavoro(WAPA) - "Alla vigilia dell'Epifania una piccola delegazione della Fivu (Federazione italiana volo ultraleggero), composta dal presidente Flavio Giacosa e dai consiglieri Claudio Chicco e Carlo Valeriani, è stata cortesemente ricevuta dal presidente dell'Aeci (Aero Club d'Italia), Giuseppe Leoni, nel suo studio di Vergiate (Varese). L'incontro, informale, è stato occasione di un ampio scambio di vedute sul mondo del Vds (Volo da diporto o sportivo) in generale e su alcuni suoi aspetti particolari che sono stati oggetto di specifica attenzione. Giacosa ha anzitutto manifestato viva preoccupazione per le sorti di alcuni campi-volo minacciati di imminente chiusura ed ha evidenziato, più in generale, come le problematiche urbanistiche ed edilizie, inerenti la compatibilità delle strutture utilizzate per il ricovero degli apparecchi con la prevalente destinazione agricola dei terreni sui quali insistono, siano di pregiudizio alla possibilità di sviluppo - e in alcuni casi di sopravvivenza- della nostra disciplina ed impediscano il sereno investimento in strutture più ampie e funzionali. Al riguardo Leoni, pur ricordando che la materia urbanistica è delegata dalla legge alle Regioni, e in alcuni casi alle singole Province, e che è imprescindibile il rispetto di normative sulle quali l'Aeci non ha competenza né possibilità di intervento, ha tuttavia preso atto della problematica e si è riservato di attivare l'Ente per monitorare lo stato complessivo delle strutture in attività ed eventualmente esaminare i casi che necessitino di attenzione, purché riferibili a soggetti associati all'Ente (Enti federati o aero club). Si è poi affrontata la tematica della formazione, con particolare riguardo al percorso di qualificazione dei nuovi istruttori e al loro concreto inserimento nelle scuole. In relazione Giacosa ha rilevato come i metodi di formazione e di selezione finora adottati producano sicuramente un congruo numero di istruttori ma come la formazione sia sovente vissuta come un corso di volo avanzato o di perfezionamento e il risultato sia la cronica mancanza di istruttori disponibili nel momento in cui le scuole ne hanno reale necessità. Data questa situazione la Fivu ha anticipato l'intenzione di elaborare e sottoporre all'Aeci una proposta complessiva che consenta di accrescere la preparazione dei neo insegnanti, di motivarli maggiormente e di permettere lo svolgimento di tale percorso in più aree geografiche e con tempi che siano compatibili con le attività delle scuole e dei futuri istruttori. Si ritiene, in questo modo, di facilitare da un lato gli aspiranti istruttori e di permettere di arrivare a tale qualifica solo a coloro che effettivamente intendono esercitare questa fondamentale attività. Sul punto Leoni ha manifestato qualche preoccupazione per il rispetto di standard e criteri uniformi, nonché per la qualità di alcune scuole attualmente oggetto di verifica, ma si è detto disponibile ad esaminare nuove proposte di concerto con il direttore generale. Qualche dissonanza si è manifestata riguardo al ruolo dei club Vds e alla funzione propria della Federazione. Al riguardo il presidente dell'Aeci ha ripetutamente osservato con rammarico che sono ancora pochissime le associazioni sportive Vds che hanno aderito all'invito di diventare Aero Club federandosi all'Aeci, e ciò malgrado la politica adottata dall'Ente anche sotto il profilo dei costi di associazione, ridotti rispetto a quelli di semplice aggregazione. E non ha mancato di sottolineare che l'attenzione dell'Ente è riservata ai 'Suoi' componenti e non può essere concentrata su chi sceglie di rimanerne estraneo. La Fivu, che nasce e vive nel mondo Vds, ritiene invece fondamentale riconoscere la realtà dei numerosi campi volo che, per svariate ragioni, non possono diventare 'Aeroclub' e che tuttavia formano, nel loro complesso e con i loro tesserati, la stragrande maggioranza del popolo dei piloti italiani. Per meglio approfondire questi ed altri aspetti del mondo Vds è stato deciso di organizzare già nel mese di febbraio, presso la sede romana dell'Aeci, una riunione estesa agli enti aggregati non riferibili alla Fivu per raccogliere pareri e verificare le concrete esigenze del settore. In sintesi, un incontro certamente utile per chiarire i reciproci punti di vista e individuare i primi, importanti argomenti di lavoro". (Avionews)
(006) 090107121437-1098297 (World Aeronautical Press Agency - 07-Gen-2009 12:14)
Da Il "MONFERRATO" Articolo di Cultura
Palli, D'Annunzio, Bistolfi, Morbelli, Celoria, la grande guerra
Casale - 05/01/2009
Alle 21,30 di venerdì 9, al ristorante Cave di Moleto di Ottiglio si terrà l'incontro su
"il volo su vienna e altre storie",
relatori Dionigi Roggero, Roberto Coaloa e Luigi Angelino, per il ciclo "Undicimila verbi"
***
-La Grande Guerra è considerata dagli storici una vera catastrofe della storia europea, il tramonto della Belle Époque e il naufragio della civiltà moderna. Alla vigilia del conflitto, l’uomo europeo era orgoglioso di appartenere a una civiltà trionfante ovunque nel mondo. L’Europa era imperiale, monarchica e, in Francia, repubblicana. La cultura, però, e il modo di sentire la vita, la univano indissolubilmente. Nel 1918, quando la guerra finì, l’uomo europeo aveva perso l’orgoglio della propria superiorità, ed anzi aveva scoperto l’angoscia di un futuro senza speranza.
Tuttavia i contemporanei vissero la Grande Guerra come un’avventura eroica, non sapendo che era l’ultima. In Italia essa fu vissuta esemplarmente da Gabriele D’Annunzio. Famoso è il discorso di Quarto del 5 maggio 1915, «quello scherzo letterario con cui l’Italia entrò in guerra» e aprì la stagione bellica del poeta come dell’Italia. Attorno al Vate (che passò dalla sterile figura del retore all’azione del soldato quando, il 19 giugno 1915, il Bollettino ufficiale militare pubblica la nomina di D’Annunzio a tenente di complemento nel reggimento dei lancieri di Novara) si schierò tutta una nazione.
L’Italia intera fu presa dal fervore patriottico e fu favorevole alla guerra: a seguire la campagna interventistica dannunziana ci furono i baldanzosi e giovani soldati ma anche molti intellettuali.
Il Monferrato può essere un originale laboratorio, un campo d’indagine fecondo, per lo storico che voglia ricostruire il contesto sociale, culturale e antropologico entro il quale maturò e crebbe quella che è ritenuta dagli storici una delle più tragiche esperienze del Novecento. Lo stesso D’Annunzio ebbe un legame speciale con il Monferrato negli anni della Grande Guerra. Le righe che seguono raccontano il rapporto tra il poeta e Natale Palli, notando come tutto un mondo, rappresentato ad esempio dallo scultore Leonardo Bistolfi e dal pittore Angelo Morbelli, abbia aderito spiritualmente alla folle corsa del conflitto mondiale.
Il 25 marzo 1917, il giornale “Il Monferrato”, riportò in prima pagina le grandiose manifestazioni di Milano in onore della “Brigata Casale”. Esse «furono pensate e volute, energicamente volute dall’illustre nostro collega e in giornalismo e nostro conterraneo E. A. Marescotti, di Cuccaro. È sono riuscite imponenti, né diversamente poteva avvenire, quando si abbia presente che a Marescotti si debbano le grandiose onoranze, a Milano e in tutta Italia, a Giuseppe Verdi nel centenario della nascita dell’illustre Maestro: quando si ricordi che a Marescotti si deve la imponente manifestazione a Milano in onore di Cesare Battisti».
A Milano, un’intera giornata di festa fu dedicata alla “Brigata Casale”; la giornata si concluse al conservatorio, nella sala dedicata a Verdi, dove fu consegnata la statua di Leonardo Bistolfi.
Tra i tanti presenti c’erano due grandi monferrini: il senatore Giovanni Celoria e il pittore Angelo Morbelli.
Natale Palli nacque a Casale Monferrato il 24 luglio 1895. Nel 1912, conseguita la licenza all’Istituto Leardi (l’aula magna dell’Istituto è a lui dedicata), si iscrisse al Politecnico di Milano. Mentre continuava gli studi, nel 1913, si arruolò come volontario per un anno nel 68° Reggimento Fanteria a Milano. Terminato il servizio, con l’entrata in guerra dell’Italia nel 1915, conseguì a Cameri (l’aeroporto è intitolato a lui e al fratello Silvio) il brevetto di pilota aviatore. Nell’autunno è sul fronte di guerra, dove gli è assegnato l’aereo di progettazione francese Caudron G/III con il quale esegue importanti ricognizioni. Nel 1916, Natale Palli fu assegnato alla 48a squadriglia di Belluno, da dove si alzò in volo con il nuovo Caudron bimotore G/IV con cui sorvolò le Alpi raggiungendo le linee nemiche. Nell’estate dell’anno successivo nei campi di aviazione di Gallarate e di Furbara si cimentò nella guida di altri velivoli. A Ponte San Pietro, dove si allenò su un altro nuovo aereo, fu chiamato dagli alti comandi alla difesa della città di Verona nella drammatica ritirata di Caporetto e poi a Roma per una serie di ricognizioni fotografiche sull’Adriatico.
Il 9 agosto 1918 fu una data memorabile nella storia non solo dell’aviazione: Palli guidò l’aereo sul quale viaggiava D’Annunzio nel leggendario volo su Vienna (ripetuto nel 2008 dall’Aero Club Palli di Casale Monferrato nel 90° anniversario). Partita da San Pelagio (Padova) l’87a squadriglia “La Serenissima”, composta da sette monoposto e un aereo dello stesso tipo pilotato da Palli e adattato a biposto per accogliere Gabriele D’Annunzio, raggiunse la capitale dell’impero austro-ungarico per lanciare dei manifesti in cui il Vate aveva scritto:
«In questo mattino d’agosto, mentre si compie il quarto anno della vostra convulsione disperata e luminosamente incomincia l’anno della nostra piena potenza, l’ala tricolore vi apparisce all’improvviso come indizio del destino che si volge.
Il destino si volge. Si volge verso noi con una certezza di ferro. È passata per sempre l’ora di quella Germania che vi trascina, vi umilia e vi infetta. La vostra ora è passata. Come la nostra fede fu la più forte, ecco che la nostra volontà predomina. Predominerà sino alla fine. I combattenti vittoriosi del Piave, i combattenti vittoriosi della Marna lo sentono, lo sanno, con una ebrezza che moltiplica l’impeto. Ma se l’impeto non bastasse, basterebbe il numero; e questo è detto per coloro che usano combattere dieci contro uno. L’Atlantico è una via che non si chiude ed è una via eroica, come dimostrano i novissimi inseguitori che hanno colorato l’Ourcq di sangue tedesco.
Sul vento di vittoria che si leva dai fiumi della libertà, non siamo venuti se non per la gioia dell’arditezza, non siamo venuti se non per la prova di quel che potremo osare e fare quando vorremo, nell’ora che sceglieremo.
Il rombo della giovine ala italiana non somiglia a quello del bronzo funebre, nel cielo mattutino. Tuttavia la lieta audacia sospende fra Santo Stefano e il Graben una sentenza non revocabile, o Viennesi. Viva l’Italia».
Il 3 ottobre 1918, alle ore 15.50, «sull’azzurro e terso cielo del Monferrato», come ricorda un giornale locale, Palli e D’Annunzio sorvolarono Casale Monferrato su «un magnifico apparecchio aereo della gloriosa “Serenissima” », che fu visto sopra la città all’altezza di circa 200 metri. «L’aeroplano dai colori nazionali proveniente da Torino era in rotta per Milano. Su di esso trovavasi il poeta della quarta Italia, Gabriele D’Annunzio, il quale con squisitezza di sentire, con nobiltà di sentimenti pari alle sue grandi gesta che ha compiuto e che compie pel nostro paese, ha voluto inviare alla nostra città un messaggio così concepito: UN SALUTO D’AMORE E DI RICONOSCENZA ALLA NOBILE CITTÀ DOVE NACQUE IL MIO PICCOLO GRANDE FRATELLO NATALE PALLI, MENTRE PASSIAMO SOPRA LE SUE CASE TORNANDO DALLA BATTAGLIA D’OCCIDENTE DOVE I NOSTRI PROLUNGANO LA GLORIA DEL PIAVE E DEL GRAPPA. GABRIELE D’ANNUNZIO 3 OTTOBRE 1918». Il Vate lanciò questo saluto in un astuccio di latta legato con quattro nastri di color arancio «lunghi caduno un metro e cinquanta». Esso cadde «sul tetto prospiciente della Torre di S. Stefano» e raccolto dal tenente del Genio Vladimiro Abrate del Comando della difesa aerea e consegnato alle autorità. «Al caffè Rosignoli, alla confetteria Fratelli Grossi e dai Successori Prina è stato affisso copia del messaggio, letto con grande gioia dalla nostra cittadinanza». Il sindaco inviò al Vate il seguente telegramma: «Gabriele D’Annunzio – Maggiore squadriglia “Serenissima” Zona Guerra. Casale con riconoscente affetto ricambia al Poeta guerriero il saluto giuntole dal cielo messaggero di vittorie. Abbraccia Natale Palli con orgoglio di madre. Esultante segue col pensiero la marcia dei crociati dell’umanità verso il trionfo. Sindaco TAVALLINI».
Alla fine della guerra, Natale Palli, prima di riprendere gli studi universitari, volle concludere la carriera di pilota con il volo Roma-Tokio. Il 20 marzo 1919, Palli partì da San Pelagio per un volo di allenamento fino a Parigi. Sulle Alpi, però, incontrò una violenta bufera durante la quale il motore si arrestò. Riuscì ad atterrare con grande abilità su un ghiacciaio a 3400 metri di altezza. Per due giorni vagò cercando di scendere a valle, ma sfinito, proprio nell’avvicinarsi alle prime case, morì il 22 marzo. Il corpo fu raccolto dai montanari di Saint Foy in Savoia e trasportato a Casale Monferrato dove, il 27 marzo 1919, gli furono tributate solenni onoranze funebri alla presenza di un’immensa folla, dei piloti della “Serenissima” e di Gabriele D’annunzio.
Il Vate pronunciò un discorso in cui ricordò Natale Palli come il suo giovane amico ed eroe. Rivolgendosi alla città disse: «Popolo di Casale, il suo feretro per noi non è oggi nel mezzo della città dolorosa, ma è nel centro dell’antica cittadella fedele. Intorno a lui oggi si ricementa la cittadella dei Gonzaga con i suoi bei baluardi, con le sue cortine e le sue fosse e con nelle fosse il sangue di tutti i suoi asceti, il sangue di Francia, di Spagna, di Lamagna, il sangue di Savoia e di Monferrato.[…] Questo fanciullo bianco, dai capelli ondeggianti e dagli occhi di zaffiro, era l’ideal tipo latino del combattente, era l’esemplare perfetto della nuova giovinezza italiana in armi. Irreprensibile è l’epiteto che per lui ricorre sempre sotto la penna e nella bocca dei suoi capi. Roma lo dava ai suoi eroi raggianti. Era senza colpa, era senza macchia, senza ombra. Era tutto come la gemma del suo sguardo, era tutto tagliato in quel cristallo perspicace. Si pensa che egli sia il primo nato d’una generazione di uomini aerea, d’una gente che abbia abbandonata la terra per insaziabile amore dell’ala e viva di coraggio nelle correnti dell’aria intrepida. Era un Icaro e non poteva cadere; era un Icaro senza precipizio. Nel suo nome icario non si noma l’abisso del mare, ma il vertice dell’etere. S’è egli addormentato nella neve e sopra la più candida delle nuvole? Chi l’ha veduto così dormente? Chi ha osato a smuovere il suo sonno? Era la notte dell’Equinozio. Dormiva col guanciale dell’elmo poggiato sopra il braccio ricurvo. La sua attitudine era pura come il fiorire del fiore e come quei teschi che i costruttori d’eternità incidevano nelle pareti sotterranee dei loro sepolcri. Chi può chiudere tra quattro assi la freschezza della primavera? Chi può seppellire la forza della primavera nascente? Ora dico che egli non è qui, che non è tra i baluardi e le cortine della sua cittadella, come sognava. […] Salutiamo in piedi la giovinezza d’Italia perenne. O compagno, o capitano, o eroe, svegliati e alzati! Ti gettiamo il tuo grido, il nostro grido di battaglia: Allalà!»
Natale Palli fu decorato della Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia (per il volo su Vienna), della medaglia d’oro al Valor Militare nei cieli della Dalmazia e dell’Istria), di due medaglie d’argento (nei cieli del Tirolo e nell’Alto Adriatico) e due di bronzo (nei cieli delle Dolomiti e di Innsbruck), oltre alle croci di guerra italiana e belga.
A Casale Monferrato, in via Savio, all’angolo con via Sobrero, si trova l’ingresso dell’imponente casa Palli. Su un lato della casa, quello di via Sobrero, c’è un bassorilievo in bronzo inserito in una lapide marmorea dedicata all’intrepido aviatore. L’opera, inaugurata il 22 marzo 1922 (tre anni dopo la scomparsa di Natale Palli) è firmata da Leonardo Bistolfi. Si legge: «NATAL PALLI / COMANDANTE DELLA SERENISSIMA / DOPO GUIDATE / LE GLORIOSE AQUILE D’ITALIA / SUL CIELO DI VIENNA / E SU CENTO CAMPI NEMICI / CADDE / SUL MONTE POURRY DI SAVOIA / IN UN VOLO SUPERBO / DI GIOVINEZZA E DI ARDIMENTO DI FEDE».
Roberto Coaloa
Da oggi è operativo il nuovo portale di ENAC, raggiungibile all’indirizzo www.enac.it, che presenta con una grafica completamente rinnovata contenuti arricchiti e maggiore fruibilità, sottolinea una nota dell’ente, nel rispetto dei criteri di accessibilità per i diversamente abili. ENAC, prosegue il documento, «ha inteso fornire una panoramica completa su tutti gli aspetti inerenti il trasporto aereo» prestando una particolare attenzione ai diritti dei passeggeri, con informazioni che spaziano, ad esempio, dalla Carta dei Diritti agli articoli di cui è consentito l’accesso a bordo, alla black list comunitaria delle compagnie aeree, ai controlli di sicurezza ed agli scioperi. Pure, fra gli oltre 1000 documenti consultabili, « la mappa degli aeroporti principali con dati tecnici, di traffico e sulle società di gestione; le scuole di volo suddivise per regioni; la sezione ambiente con le problematiche ambientali riconducibili al trasporto aereo; le pubblicazioni dell’ENAC; tutto ciò che concerne la sicurezza come safety e come security con i programmi di controllo, vigilanza e manutenzione; il programma eE-Mor per la segnalazione di inconvenienti aerei; i vettori aerei nazionali; la possibilità di iscriversi alla newsletter dell’Ente per aggiornarsi sulle ultime novità; il glossario sempre in corso di integrazione con nuova terminologia; i rapporti con le istituzioni nazionali ed internazionali; l’aggiornamento delle attività parlamentari relative al comparto aereo; le procedure e le informazioni in merito al rilascio e al mantenimento delle licenze e dei certificati; la regolazione dei servizi di assistenza a terra (handling) e la certificazione delle società di handling; la normativa relativa all’assegnazione e gestione delle bande orarie (slot); i documenti attinenti l’operazione».
PRESSO LA 46ª BRIGATA AEREA IL VIA ALLA SESTA EDIZIONE DELLA MOSTRA DI PITTURA GRAFICA E SCULTURA
“AEROARTE 2008”
Mostra di particolare interesse artistico intitolata ad Otto Pamio, artista di pregio ed ex Sott.le della 46ª.Magg. MATTIA Giorgio - PISA - 46^ Brigata Aerea del 16/12/2008
Lo scorso 13 dicembre, presso il circolo Sottufficiali della 46ª Brigata Aerea, è stata inaugurata la sesta edizione della mostra di pittura, grafica e scultura denominata “Aeroarte 2008”, quest’anno intitolata alla figura di Otto Pamio, noto artista pisano scomparso recentemente, che aveva prestato servizio per diversi anni nella base pisana.Alla mostra partecipano, oltre ad artisti legati alla 46ª, anche diversi nomi di richiamo nel campo artistico della città di Pisa. Circa cento le opere esposte di 35 artisti, che spaziano dalla pittura (diverse tecniche), alla scultura fino alla grafica con temi a discrezione degli artisti che comprenderà anche una sezione dedicata ad opere a temi aeronautici che concorreranno per una premiazione a parte.Il generale Vitantonio Cormio, Comandante della 46ª Brigata Aerea, ha sottolineato l’importanza di questa iniziativa che, aprendo le porte al pubblico e collocandosi a pieno titolo nel mondo dell’arte, rappresenta un altro qualificante momento di unione e collaborazione tra il reparto e la città di Pisa alla quale è inscindibilmente legato.La giuria, presieduta dal generale Valtero Pomponi, conta numerosi nomi pisani di prestigio nel mondo dell’arte. Tra questi ricordiamo il pittore Enrico Fornaini, il pittore Giovanni Giuliani, lo scultore Paolo Rossi, i critici d’arte Sandra Lucarelli e Valeria Serofigli, ed il gallerista Massimiliano Sbrana.
La mostra sarà aperta al pubblico tutti i giorni, a partire dal pomeriggio del 13 dicembre sino al 21 dicembre, dalle ore 16,30 alle ore 19,30. I visitatori potranno accedere alla mostra prenotandosi il giorno precedente al numero di telefono 050-928255 dalle 08,00 alle 16,30 dal lunedì al giovedì e dalle 08,00 alle 12,00 del venerdì.
Il Corriere.it 10 12 08
Un australiano di 25 anni e un danese di 45 nel nord del Canada
Artico: due piloti salvati dopo incidente
Il velivolo costretto a un atterraggio sul pack. L'aereo affonda, loro salgono su una lastra galleggiante
MILANO - Una di quelle storie che 99 volte su cento finiscono male. E quella volta che finisce bene non si può fare altro che parlare di miracolo. Oliver Edwards-Neil, 25 anni, e Troels Hansen, 45, il primo australiano e il secondo danese ma entrambi di nazionalità svedese, che dovevano portare un piccolo aereo dall'Ohio (Stati Uniti) a Göteborg in Svezia, sono stati salvati da un peschereccio nel nord del Canada dopo un atterraggio di fortuna nel pieno della notte artica sul pack ghiacciato.
ATTERRAGGIO - Il loro Cessna Skymaster a due motori ha avuto un problema a entrambi i propulsori (un incidente raro) domenica scorsa mentre sorvolava lo stretto di Hudson tra l'isola Baffin e il nord del Labrador. I due piloti, decollati da Wabush, nella provincia canadese di Terranova a Labrador, e diretti a Iqaluit, hanno mandato un segnale di soccorso e in pochi minuti hanno tentato un atterraggio di fortuna. Ma dopo essere riusciti a portare giù l'aereo, il ghiaccio si è rotto e il velivolo si è inabissato. Per caso un'ala è rimasta sul ghiaccio e i due piloti sono riusciti a salire sul lastrone alla deriva largo non più di 50 metri. Subito dopo il Cessna è affondato del tutto.
SALVI - Hanno passato una notte a -20 gradi con la paura costante che la lastra, spessa solo 10 centimetri, si spaccasse o si capovolgesse. Senza contare il timore dell'arrivo di orsi bianchi. «Circa due ore dopo l'incidente abbiamo sentito un elicottero che veniva a soccorrerci», ha detto Edwards-Neil al Sydney Morning Herald da un letto dell'ospedale di Iqaluit, dove è stato portato insieme al compagno dopo il salvataggio per un principio di congelamento ai piedi. «Ma non poteva vederci per l'oscurità e noi non avevamo razzi di segnalazione». Per loro fortuna avevano tute termiche che li hanno protetti dal gelo. «Non pensavo facesse così freddo. Ho tremato e sbattuto i denti per ore, tenendoci stretti per riscaldarci e ripararci a vicenda dal vento. Siamo rimasti sempre in piedi, perché sederci sul ghiaccio avrebbe significato congelare», ha affermato il pilota australiano.
PESCHERECCIO - Alla fine, dopo 15 lunghe ore passate sul ghiaccio, i due sono stati salvati dal peschereccio Atlantic Enterprise mentre avevano iniziato a passare da un lastrone all'altro nel tentativo di raggiungere la terraferma che vedevano in lontananza a chilometri di distanza. La nave si trovava a 180 miglia di distanza (330 km) quando domenica pomeriggio ha captato l'Sos del Cessna. Ha abbandonato subito la pesca dei gamberetti per dirigersi alla massima velocità verso la zona in cui era avvenuto l'incidente.
Paolo Virtuani
Aereo (ElicotteroN.d.R) precipitato in Francia: online sito dedicato a vittime
RIMINI: E' online il sito dedicato ai “ragazzi del SAR” coinvolti nell’incidente aereo in Francia dello scorso ottobre, all'indirizzo
http://www.angelidelsar.it/.
Nell'incidente persero la vita 8 militari, tra cui il tenente Stefano Bazzo di stanza all'83esimo Csar di Rimini. Un'iniziativa non istituzionale, si legge nella presentazione del sito, per celebrare la vita e le gesta di quegli uomini di chi, attraverso il loro sacrificio e impegno quotidiano; difende gli ideali di salvaguardia della vita umana. All’interno, sono pubblicati i messaggi arrivati attraverso l’indirizzo e-mail dedicato: angelidelsar@angelidelsar.it.Nell’area video sono raggruppate le testimonianze d’immagini dedicate agli eventi che li hanno e li vedono coinvolti i ragazzi del SAR. Le pagine personali contengono i dati salienti e le quelle singole comunicazioni che li riguardano personalmente.
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"Saluti, Franz" è il titolo della mostra inaugurata oggi presso il Museo Baracca di Lugo di Romagna per esporre la più recente aggiunta al già copioso epistolario dell’eroe: 24 cartoline, parte di un nucleo più vasto di proprietà dell’avv. Roberto Rotondi e che contribuiscono ad aggiungere tasselli alla conoscenza di "Franz", come Baracca era noto in famiglia ed agli amici. Nella stessa giornata il comune di Lugo ha rinnovato il gemellaggio, nato 40 anni fa, con quello di Nervesa della Battaglia, nel cui territorio Baracca cadde. La cerimonia ha visto la presenza dei sindaci Raffaele Cortesi e Fiorenzo Berton. Nella mattinata, infine, era stato presentato il libro "Il cielo di Campoformido", nel quale l’autore Roberto Bassi traccia la storia del campo friulano dalle sue origini sino all’armistizio dell’8 settembre.
Da il Messaggero.it
Il tifo viene dal cielo: stadio interdetto, ma tre tifosi aggirano il divieto con l'aereo
Commenti
COSENZA (8 dicembre) - Costretti a disertare lo stadio per decisione del Casm, che ha fatto disputare il derby di seconda divisione Lega pro Cosenza-Catanzaro (finito 0-0) senza tifosi ospiti, tre catanzaresi hanno voluto ugualmente stare vicini alla squadra e per farlo hanno sorvolato lo stadio San Vito con altrettanti ultraleggeri e gettando in campo una sciarpa giallorossa. I tre sono stati però fermati dalla polizia e portati in Questura per l'identificazione e la loro posizione è ora al vaglio degli investigatori. Una legge, infatti, vieta il sorvolo di luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive, ma il mezzo utilizzato (un ultraleggero) rende necessario capire se la norma sia applicabile anche a questi velivoli dotati di motore e di una vela per il volo ma senza struttura metallica. Il «volo» è avvenuto nell'intervallo della gara. I tre, con le vele gialle e rosse, sono passati sopra lo stadio e giunti sulla perpendicolare del centrocampo uno di loro ha fatto cadere una sciarpa, mentre gli altri due avevano uno striscione con la scritta «le aquile vi sovrastano sempre». Quindi si sono allontanati. La polizia li ha seguiti raggiungendoli in un campo nelle vicinanze dello stadio dove sono atterrati e prevenendo anche un eventuale intervento dei tifosi cosentini. I tre sono stati portati in Questura per l'identificazione.
N.d.r.
Nulla da dire sul tifo quando non è violento... Ma così facendo si guadagnano pessime figure e la proposta di qualche NOTAM di interdizione dello spazio aereo interessato per motivi di P.S.a danno di tutti.
La mamma degli stupidi è sempre incinta. Soprattutto quella che fa parti plurigemellari di soggetti nati per complicare le cose semplici comeloera la legge 106 e le buone regole del VDS d'altri tempi...
Tino Gianbattista Colombo
Il Giornale.it
n. 292 del 2008-12-06 pagina 0
Arrivano in Italia le Olimpiadi del volo
di Marcello Di Dio
Nel giugno 2009 nel cielo sopra Torino, Mondovì e i laghi di Avigliana la terza edizione dei World Air Games. Attesi oltre 400 concorrenti di 100 federazioni
È il più grande evento di aeronautica sportiva al mondo. Mongolfiere, alianti, acrobati dell’aria, deltaplani, paracadutisti, elicotteri e voli a vela o con il parapendio. Il cielo sopra Torino, Mondovì e i laghi di Avigliana saranno lo scenario dei World Air Games 2009. L’appuntamento con la terza edizione delle «Olimpiadi» del volo, indette e promosse dalla Fai, la Federazione Aeronautica Internazionale, sarà da 6 al 14 giugno prossimo: nove giorni di gare con oltre 400 concorrenti in rappresentanza di 100 federazioni.
Candidatasi per World Air Games il 1 giugno 2007, Torino ha ottenuto la vittoria sui quattro finalisti di Australia, Regno Unito, Russia, Danimarca. Al risultato hanno concorso la rispondenza ai requisiti Fai, il favorevole trascinamento dei recenti Giochi Olimpici Invernali torinesi e le credenziali della centenaria tradizione aeronautica italiana rappresentata, sul territorio torinese, da aziende di punta. Sono 25 le gare in programma, suddivise nelle 10 discipline che daranno vita ai giochi: aerostati, volo a vela, deltaplano, parapendio, paracadutismo, acrobazia aerea, elicotteri, ultraleggeri, velivoli experimental e modellismo. Sede principale dell’evento sarà l’aeroporto Torino-Aeritalia di Collegno, la prova delle mongolfiere avverrà nei cieli di Mondovì, dalle alture che circondano i laghi di Avigliana spiccheranno invece il volo deltaplani e parapendio. Riflettori puntati anche sul capoluogo, che accoglierà l’aeromodellismo indoor all’interno del Palaruffini. A fare da sfondo ai Giochi mostre, concerti e un festival del cinema a tema. La Rai garantirà due ore di diretta giornaliere, ma grazie al satellite chi si metterà davanti al computer potrà seguire via web in tempo reale l’andamento delle sfide su tracciati molto più avanzati di quelli visti per la Coppa America di vela.
“I World Air Games si propongono come un’occasione importante di visibilità per il nostro paese e rappresentano un riconoscimento sia alla sua vocazione sportiva, sia all’elevato grado di sviluppo tecnologico della nostra industria nel settore dell’aerospazio - sottolinea Giuseppe Viriglio, presidente del Comitato organizzatore che ha previsto un budget di 5 milioni di euro -. Abbiamo ricevuto tantissime richieste dall’estero, contiamo di avere 250.000 spettatori. Il mondo vive un momento di crisi economica, ma sarebbe sbagliato tirarsi indietro: abbiamo voluto questo evento e siamo riusciti ad organizzarlo grazie al sostegno del settore pubblico, che ci è stato vicino in termini di risorse e di aiuto». Nel corso della presentazione, il comitato organizzatore ha assegnato il riconoscimento «Ambasciatore del Volo» al 78enne attore francese Philippe Leroy. «Mi lancio col paracadute – ha detto l’ex Yanez della tv - perchè quando cominci non puoi più smettere». Durante la settimana di gare, invece, verrà ricordata la figura del deltaplanista Angelo D’Arrigo, primatista di traversate internazionali, scomparso nel 2006. Il sipario calerà il 14 giugno con l’ex campione tedesco di Formula Uno Michael Schumacher in veste di paracadutista.
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Un filmato dei Wag di Barcellona 2006
Da Roma a Torino: i Wag 2009
prendono il volo nel cuore dello sport italiano
Nel prestigioso Salone d'onore del CONI sarà ospitata la presentazione ufficiale del nuovo grande evento che sbarcherà in "volo" su Torino dal 6 al 14 giugno del 2009. A Roma, nella 'casa' dello sport italiano, si svolgerà, martedì 2 dicembre alle ore 12 la conferenza-presentazione, tappa fondamentale nel percorso di avvicinamento ai World Air Games di Torino, il più grande evento di aeronautica sportiva al mondo in programma, per la prima volta assegnato all'Italia dalla Federazione Aeronautica Internazionale grazie al successo della candidatura di Torino.
A fare gli onori di casa il presidente del CONI Gianni Petrucci con il Sottosegretario allo Sport Rocco Crimi, ad illustrare programma e caratteristiche dei World Air Games Torino 2009 interverranno il presidente dell'Aero Club d'Italia, Giuseppe Leoni, il presidente della Federazione Aeronautica Internazionale Pierre Portmann, nonché Giuseppe Viriglio e Pierluigi Duranti, rispettivamente presidente e direttore sportivo del Comitato Organizzatore WAG Torino 2009.
Alcuni personaggi celebri che praticano con passione gli sport dell'aria saranno presenti come testimonial illustri, di una presentazione che si presenta come evento: tra loro l'attore francese Philippe Leroy, che all'età di 78 anni si lancia ancora abitualmente col paracadute, la presentatrice radiofonica Kay Rush, fra le prime donne a praticare il parapendio, la 'iena' televisiva Marco Berry, anch'egli paracadutista, ed è inoltre attesa la partecipazione del campionissimo di ciclismo Paolo Bettini, recentemente nominato dai WAG 2009 Ambasciatore del Volo in virtù della sua attività di pilota di ultraleggeri.
Per maggiori informazioni sul programma www.wag2009.com
Da Dedalo NEWS
Il terzo satellite COSMO - SkyMed ha ottenuto le sue prime immagini radar della superficie terrestre, scattate a un mese esatto dal lancio avvenuto il 25 ottobre 2008. L’Agenzia Spaziale Italiana sottolinea in una nota la «grande efficienza raggiunta nell’operatività del sistema […] che a così poca distanza dal lancio, quando il satellite è ancora in fase di commissioning» ha già reso disponibili scatti di qualità così elevata. Alcune di queste - che raffigurano Torino , Parigi e San Francisco - sono state rese disponibili da ASI sul proprio sito.http://www.asi.it/SiteIT/Default.aspx
In memoria dell’amico gufo
E’ stato fucilato da ignoti la mattina del primo giorno di caccia. Era davvero un bel gufo, temevo che fosse uno dei due componenti la coppia che vive da anni su questo territorio. Però raccogliendo le penne cadute a terra abbiamo avuto la ragionevole certezza, discutendone con uno dei più esperti guardiacaccia, che si trattasse di un giovane d’annata. Degli altri gufi (la coppia degli adulti e tre figli), al momento, nessuna notizia: non avendoli più visti da un mese c’è solo da sperare che non abbiano fatto la stessa finaccia toccata al loro compagno e siano fuggiti altrove.
Il gufo “fucilato” è rimasto incastrato tra i rami di un pino, probabilmente nel punto esatto dove è stato raggiunto dal piombo. E’ rimasto lassù in alto forse perché ferito e non morto all’istante. Nelle contrazioni che hanno preceduto gli istanti del trapasso, ha tentato di tenersi in equilibrio, di vincere l’ultima battaglia contro chi, stupidamente, lo voleva morto. E’ morto esattamente su quello stesso pino domestico in cui noi lo andavamo a cercare: il gufo è un uccello molto abitudinario e tende ad occupare per settimane, per mesi gli stessi alberi ed i medesimi rami. Resta appollaiato su grossi rami, in genere vicino al tronco, perfettamente mimetizzato per forma e colore. Qui riposa durante tutto il giorno, mentre sappiamo che la notte è la sua “giornata di lavoro”. Il gufo è un rapace notturno e quindi durante la notte al buio, in perfetto silenzio, caccia topi ed altri mammiferi, piccoli uccelli, coleotteri e grossi insetti recando gran beneficio all’ambiente.