martedì 4 novembre 2008

Ae.C.I.Notizie

Aero Club Italia approva candidatura Italia per mondiali volo libero 2011
2 Gennaio 2009 - 3:24 pm di:
G. Alegi News
Aero Club Italia approva candidatura Italia per mondiali volo libero 2011
L’Aero Club d’Italia ha concluso il 2008 con la riunione del consiglio federale presso l’Aero Club Torino. Tra le decisioni principali adottate vi è la candidatura dell’Italia per i campionati del mondo del 2011 sia per il deltaplano (da svolgersi a Monte Cucco, Perugia) che per il parapendio (Feltre, BL, che saranno organizzati dal gruppo federato "Para Delta Feltre"). È stato istituito il "Trofeo Sicurezza Volo" che ogni anno premierà con un frofeo itinerante, un attestato e 200 lt di benzina avio l’ente federato o aggregato maggiormente distintosi nella sicurezza volo. L’AECI assegnerà inoltre 72 computer notebook agli Aero Club federati nell’anno 2006 che non presentino alcuna situazione debitoria nei confronti dell’AECI e a quelli federati in data antecedente al 2006 che al 15 dicembre 2008 presentino una morosità non superiore a 6000 euro o che, comunque, stiano adempiendo con regolarità a piani di rientro prestabiliti ed abbiano inviato l’elenco soci 2008. È stata rilasciata all’associazione Volo Club Italia la certificazione di scuola VDS per apparecchi provvisti di motore per la classe ala fissa. Il consiglio federale ha stabilito di non rinnovare la convenzione con l’Aero Club Centrale Volo a Vela per l’attività di volo a vela «di alta qualificazione», di far studiare alla società Marsh spa le coperture assicurative per gli sportivi ai sensi del DPCM 16 aprile 2008 e di individuare i soggetti che devono stipularle e di introdurre alcune modifiche al regolamento sportivo nazionale. La riunione si è svolta il 20 dicembre 2008 ed il comunicato è stato diffuso il 30 dicembre.
4 Dicembre 2008 - 3:33 pm di: M. LandiNews

Il Consiglio federale dell’Aero club d’Italia, nella riunione sua ultima riunione del 29 novembre 2008 ha emesso due importanti comunicazioni. Il presidente ha informato i consiglieri sull’esito positivo del suo incontro con il ministro Tremonti a seguito del quale «dovrebbe essere sbloccato il decreto di assegnazione all’Aero club d’Italia dei 270.000 euro promessi dall’ex ministro dei Trasporti Bianchi, come contributi aggiuntivi». Per il prossimo esercizio finanziario l’ Aero club prevede difficoltà «a causa del taglio, del 25/30% che la finanziaria a previsto a carico del bilancio del CONI e che inevitabilmente peserà sulle Federazioni sportive»Il consiglio ha anche adottato diverse delibere, tra le quali la nomina a socio onorario dell’Aero club di Catania di Antonio Bardaro, «per la spiccata sensibilità dimostrata nel perseguire gli obiettivi istituzionali e la divulgazione di una conoscenza tra i giovani» e l’autorizzazione al ricovero, presso l’Aero Club di Sarzana dei cinque elicotteri di proprietà dell’Ae.C.I., in attesa di una loro definitiva destinazione.



Un comunicato dell’Aeroclub d’Italia rende noto delle decisioni prese durante la riunione del Consiglio Federale e l’assemblea ordinaria il il 24 ed il 25 Ottobre 2008 presso la sede dell’ente.In Consiglio «è stato approvato il bando per la procedura comparativa necessaria per il conferimento dell’incarico di svolgimento dell’attività tecnica per l’organizzazione di una struttura finalizzata allo studio delle specifiche problematiche» «Allo scopo di perseguire nel programma di organizzazione di una struttura finalizzata allo studio delle problematiche inerenti la sicurezza del volo e l’individuazione delle possibili soluzioni correttive, anche a seguito del protocollo di intesa sottoscritto con lo S.M.A.». Nella stessa occasione «Il Gen. Giulio Cacciatore, come Presidente, Claudio Galliani e Giuseppe Arcangeli, Rappresentanti per il VDS con apparecchi provvisti di motore, Maurizio Savino e Claudio Simonetti, Rappresentanti per il VDS con apparecchi privi di motore, sono i componenti della Commissione istituita con l’incarico di proporre un regolamento che codifichi il procedimento amministrativo per comminare le sanzioni di revoca e sospensione dell’Attestato, ai sensi dell’art. 15 del Regolamento Didattico per il VDS.Ai componenti la suddetta Commissione in rappresentanza del VDS con apparecchi provvisti di motore è stato inoltre affidato l’incarico di proporre eventuali provvedimenti relativi agli apparecchi VDS, quali il ritiro del certificato di identificazione, qualora nel corso dell’istruttoria stessa non risultino rispondenti a quanto previsto dall’art. 2 del DPR 207/93», come pure «Il Presidente ha comunicato, inoltre, l’elezione dell’Ing. Semoli quale componente per l’Aeromodellismo in sostituzione del dimissionario Arbuffi».In assemblea, recita la nota del sodalizio, «Tra i principali punti trattati dal Presidente nella sua Relazione al bilancio, lo sblocco dei fondi per il rinnovo della flotta aerea, avviata nel 2008, che ha consentito di procedere subito all’individuazione degli aa/mm da acquistare e potere, quindi nei prossimi mesi, svolgere le conseguenti gare d’appalto che consentiranno, nel corso del 2009, di assegnare gli aa/mm agli Aero Club Federati, con un conseguente innalzamento dei livelli di sicurezza ed un contenimento dei costi dell’attività didattica.Il Presidente prosegue, quindi, con l’illustrazione dei principali obbiettivi che l’Ente intende perseguire anche nel prossimo esercizio finanziario tra i quali assume un ruolo di primo piano lo sviluppo del settore aeronautico e principalmente la diffusione della cultura aeronautica tra i giovani che l’Aero Club d’Italia sta realizzando attraverso una serie di iniziative quali l’organizzazione di Convegni che fino ad oggi hanno interessato le Università di Roma, Milano, Napoli e Catania e gli stage di familiarizzazione al volo svoltisi, con gran successo, a Rieti per il secondo anno consecutivo. Nel 2009, inoltre, sarà portato a termine, dalla apposita Commissione, lo studio sulla situazione generale in Italia per la stesura definitiva di una proposta di legge in grado di rilanciare l’intero settore dell’Aviazione Generale.Molti sono ancora i progetti allo studio tra i quali:.. Utilizzare i maggiori canali di comunicazione per promuovere la cultura del volo.. Sostenere finanziariamente i giovani per il conseguimento di titoli aeronautici.. Istituire una Scuola di Volo Nazionale.. Rilanciare il Centro Federale di Volo a Vela.. Organizzare campi scuola avvalendosi della collaborazione di importanti associazioni quali gli Scout». «Inoltre - conclude il Presidente - è in fase di studio la realizzazione per il 2009 di una struttura centralizzata per l’applicazione della "Continuino Airworthiness Management Organisation" che possa essere di supporto per gli Enti Federati ed Aggregati che non intendano o non valutino conveniente adottarne una propria». In seguito si è provveduto all’esame del Bilancio di Previsione 2009 approvato all’unanimità, e del Calendario Sportivo Nazionale che tra gli eventi principali del prossimo anno riporta i W.A.G. che si svolgeranno a Torino dal 7 al 13 giugno. Infine i lavori si sono conclusi con l’elezione di Igino Coggi, Angelo Canale e Luca Biagi (membri effettivi) e di Maurizio Greco e Fabio Colussi (membri supplenti) quali componenti del Collegio dei Probiviri.

venerdì 19 settembre 2008

La Ciancia dell'Argonauta "Notizie,,

da superAbile INAIL

Storie e personaggi

Laura Rampini, paracadutista e "giramondo" in camper

E' la prima e, finora, unica paracadutista al mondo con paraplegia, ha fondato l'associazione Liber-Hand e viaggia con il camper di "Liberamondo" per promuovere lo sport e i viaggi nel segno dell'accessibilità e della vita indipendente

Laura Rampini in volo

RAVENNA - "Avevo 22 anni e un figlio di 14 mesi quando la mia vita è cambiata di colpo: un grave incidente automobilistico, la lesione al midollo, un lungo tunnel di anni tra interventi chirurgici, interminabili degenze in ospedale e faticosi percorsi di riabilitazione e la difficile presa di coscienza della mia disabilità". Laura Rampini oggi ha 37 anni, due figli di 17 e 12 anni e i sogni a cui non ha mai rinunciato, lo sport e i viaggi. Ha un primato che è ancora tutto suo: è la prima paracadutista al mondo in carrozzina. "Il paracadutismo è una passione che ho fin da piccola - racconta Laura - così come lo sport in genere. Ma la sensazione di lasciarsi andare liberi nel cielo è la cosa a cui non avrei mai potuto rinunciare e anche dopo l'incidente ho sfidato i miei nuovi limiti riuscendo a superarli". Con un attivo di oltre cento lanci in solitaria, Laura si sta allenando con la sua squadra Real Dream (la prima squadra al mondo con una paracadutista in carrozzina) per gareggiare ai prossimi campionati italiani di RW4, ovvero "figure" in caduta libera formate da gruppi di paracadutisti.

Ma il "volo libero" non è l'unica passione di Laura, che ama viaggiare e girare il mondo. E così, insieme a Filippo Landi, paraplegico dal 2005 e plurimedagliato in competizioni nazionali di nuoto, dà vita al progetto "Liberamondo", promosso dall'associazione Liber-Hand (fondata da Laura e Filippo), per avvicinare i disabili al mondo dello sport e dei viaggi. "Per diffondere il nostro progetto abbiamo scelto il camper, che è il mezzo di trasporto ideale per una ritrovata autonomia - spiega Laura - nel 2009 abbiamo girato l'Italia in lungo e in largo e parte dell'Europa per promuovere la cultura dell'accessibilità e della vita indipendente". Dal Trentino alla Toscana, dall'Umbria all'Emilia Romagna, dalla Sicilia alla Sardegna, fino ad arrivare a Berlino, Amsterdam, Parigi, Barcellona e finire con due viaggi impegnativi negli Stati Uniti e in Australia. Un originale giro del mondo che, oltre ad essere mosso dalla voglia di viaggiare, è motivato dalla volontà di scoprire luoghi accessibili ai turisti disabili, tracciando una sorta di mappa con itinerari ad hoc. Con un bagaglio poco ingombrante, videocamera e macchina fotografica, Laura e Filippo realizzano dei veri reportage delle loro avventure che saranno presto inseriti su un sito web creato ad hoc.

"Il progetto Liberamondo sta diventando in un certo senso la nostra nuova carta d'identità - prosegue Laura - le ultime tappe del camper sono state le Unità spinali di Firenze e Montecatone dove abbiamo presentato tutti i progetti sportivi della nostra associazione allo scopo di diffondere la cultura dello sport come strumento formidabile di riabilitazione e terapia, ma anche di ritrovata fiducia nelle proprie potenzialità. Non mi piace parlare di ‘abilità residue': se da un punto di vista sanitario è così, in realtà la condizione di disabilità apre orizzonti insperati entro i quali si può vivere a 360 gradi utilizzando nuovi strumenti, sfidando i nostri limiti e scoprendo nuove abilità".

E chi, dal 26 al 29 maggio, si trova dalle parti di Bologna alla Fiera Expò Sanità 2010, potrà vedere il camper di Liberamondo con un proprio stand, conoscere Laura e Filippo e appassionarsi alla loro attività. "Liberamondo è il risultato straordinario solo dei nostri sforzi, anche economici - conclude Laura - l'Expò Sanità è una vetrina importante, ma è anche un punto di partenza da cui far decollare nuove sfide per il futuro" . (mtm)

(24 maggio 2010)



News

Torino: corso di cultura aeronautica

Si concluderà il 21 maggio il corso di cultura aeronautica organizzato a Torino dal Centro di Volo a Vela dell’Aeronautica Militare di Guidonia (Roma) per 300 ragazzi e ragazze delle classi terze, quarte e quinte di nove istituti scolastici superiori del capoluogo torinese. Lo annuncia l’Aero Club di Torino, presso la cui sede base sull’aeroporto di Torino-Aeritalia si svolge la parte volativa su SIAI S.208M che completa quella teorica presso l’aula magna dell’Istituto "Albert Einstein" di Torino. Il corso, che è iniziato lunedì 10 maggio, è completamente gratuito e consiste in un ciclo di lezioni teoriche a terra sui principi basilari del volo e in una parte pratica in volo. I voli di ambientamento si svolgeranno, dal 17 al 20 maggio, sotto la guida di piloti istruttori del Centro di Volo a Vela. Le scuole di Torino che hanno partecipato all’iniziativa sono: l’Istituto Tecnico Industriale Avogadro; l’Istituto Alberghiero Colombatto; il Liceo Scientifico Einstein; l’Istituto Professionale di Stato per l’Industria e l’Artigianato Plana; l’Istituto Tecnico Commerciale Statale Russell-Moro; l’Istituto Tecnico Statale per Geometri Guarini; l’Istituto Steiner; l’Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato Zerboni e l’Istituto Istruzione Superiore Majorana.


Aeronautica

E' morto Stelio Frati, padre dell'SF.260

È morto a 91 anni Stelio Frati, uno dei più creativi ingegneri aeronautici italiani del dopoguerra. Tra i suoi progetti più famosi l’aereo sportivo F.8L Falco, per il quale vinse nel 1960 il Compasso d’Oro, e l’addestratore SF.260, costruito in circa 900 esemplari e tuttora in produzione presso Alenia Aermacchi. Dotato di un innato senso estetico, si era specializzato in un’unica categoria di velivoli della quale era diventato un indiscusso maestro in grado di sfruttare al massimo le possibilità concesse dalle normative tecniche ad aerei di concezione classica.
Nato il 26 aprile 1919 a Milano, Frati si laureò in ingegneria nel 1943 al Politecnico di Milano, dove fu assistente per oltre dieci anni.
Nel 1946, con l’appoggio della ditta modellistica MOVO, iniziò la costruzione del monoposto leggero FM.1 "Passero", che effettuò il primo volo a Venegono l’11 novembre 1947. Era il primo di una famiglia di oltre venti tipi, per lo più monomotore, costruiti in piccola serie o in esemplare unico per piloti sportivi e piccole aziende.

Così l’F.4 Rondone (a destra in versione con motore in linea) nacque nel 1950 per Iginio Guagnellini, che vi vinse innumerevoli gare e indusse Mario Vietri a commissionargli una macchina per batterlo. Di fronte alla richiesta di una produzione in serie, Vietri diede vita all’Aviamilano e Frati creò l’F.8 Falco, tuttora disponibile in kit per costruzione amatoriale. Sul Falco conseguì il brevetto di pilota, diventando uno dei pochi progettisti a brevettarsi su di un proprio progetto. Dalla sua evoluzione metallica F.250 nacque quindi l’SF.260, prodotto in larga serie dalla SIAI Marchetti.
Nel 1970 costituì con il fratello Lamberto Frati la General Avia, che si proponeva di sviluppare aerei da affidare poi alle grandi case costruttrici per la realizzazione in serie. Questo gli consentì di procedere con la massima libertà, ma paradossalmente la produzione in serie dell’F.22 Pinguino coincise con la cessione della General Avia a nuovi proprietari.
Questo non interruppe la sua vena creativa. Per i nuovi proprietari Frati avviò l’F.220 Airone II, passando quindi a sviluppare l’F.300 in compositi per le Iniziative Industriali Italiane di Furio Lauri. Dopo un progetto per un velivolo a reazione, non costruito, alla soglia dei 90 anni Frati raccolse la sfida dei nuovi aerei leggeri creando per la Golden Car l’F.30 (sotto, a sinistra) e l’F.10 Brio, presentato ancora incompleto al salone di Friedrichshafen 2010 .





Corriere della Sera Esteri
Edmond salis ci ha impiegato 40 minuti, 3 in più rispetto al 1909



Ancora un Bleriot in volo sulla Manica


A cent'anni dall'impresa un pilota francese ha attraversato lo stretto con lo stesso aereo
CALAIS (Francia)- In volo sulla Manica. Fin qui nulla di straordinario, ma Edmond Salis ha attraversato lo stretto con un Bleriot, un aereo identico a quello usato nel 1909, quando l'impresa è stata compiuta per la prima volta. Salis, vestito come un pilota dell'epoca con casco in cuoio, occhiali e gilet di salvataggio, è decollato da Bleriot-Plage, un aeroporto fuori Calais in Francia, ed è arrivato 40 minuti dopo a Dover. Ad aspettarlo una cerimonia in commemorazione per i cent'anni dall'impresa. -->
IL VOLO- «All'inizio ero un po' in apprensione a causa delle condizioni meteorologiche, poi quando ho visto le scogliere di Dover mi sono tranquillizzato. È stato un momento molto emozionante», ha spiegato il pilota francese alla fine del volo. Per sicurezza un paio di elicotteri hanno seguito il Bleriot XI lungo tutto il percorso.
OAS_AD('Bottom1');
LA MANIFESTAZIONE- Erano le 4.14 di mattina 25 luglio 1909, quando Louis Blériot pioniere dell'aviazione moderna, partì da un posto vicino a Calais, ribattezzato nel 1936 Bleriot-Plage, e atterrò in un prato vicino a Dover all 5.18. Aveva coperto il 43 chilometri in 37' alla velocità media di 65 km/h. Tre minuti in meno rispetto a quello celebrativo. L'aereo, appunto un Bleriot XI, è un monoposto che ha rivoluzionato le regole della progettazione aeronautica. Oltre al volo commemorativo sono stati anche compiuti una serie di attraversate con monoposti storici e organizzato manifestazioni sia a Calais sia a Dover.
27 luglio 2009



Recensione di ROMBA IL MOTORE


Ad alta quota si librano alcune delle storie più appassionanti dell'Italia e degli italiani. Storie di macchine e di sfide, storie di voli che oltrepassa-no i confini e raccontano l'amore di uomini per il progresso scientifico e per il loro paese.

Il volo esercita da sempre un fascino favolisti-co, nutre un immaginario mitico, viene associato al superamento dei limiti, a volte persino alla fol-lia. Questo libro parla di aerei e di piloti, dai pio-nieri che per primi sperimentarono l'ebbrezza del-l'altitudine su mongolfiere e dirigibili, agli adepti della «religione della velocità» che ispirarono l'ae-ropoesia e il movimento futurista; riscrive la sto-ria del volo mettendo a confronto le vicende dei partigiani e dei fascisti, protagonisti di scontri ad alta quota, diversi negli ideali, ma simili nella pas-sione per il volo.
Romba il motore è un racconto di grandi impre-se, costellato di episodi piccoli e dimenticati, come quello del saluto ad alta quota tra i nemici giurati Goffredo de Banfield, l'Aquila di Trieste, e l'asso ro-magnolo Francesco Baracca, incrociatisi tra le nu-vole del Carso il giorno di capodanno del 1917. Tra le imprese aeree a cui dà voce il libro ci sono quel-le avvincenti di Luigi Rugi e di Luigi Gorrini, al co-mando di Folgori e Saette, entrambi leali e generosi patrioti, e tuttavia nemici, l'uno militante nei parti-giani di Tito, l'altro nelle file nazifasciste; c'è la vi-cenda oscura e spesso taciuta del massacro con-golese di Kindu, dove tredici aviatori italiani furono massacrati, fatti a pezzi, venduti al mercato e man-giati. E c'è quella picaresca di Guido Keller, alias Asso di cuori, amico di D'Annunzio e, si narra, co-lui che lo convinse a guidare l'impresa di Fiume.
C'è tutto quello che è successo tra le nuvole ne-gli ultimi cent'anni, per capire quanto ingegno e tenacia ci siano voluti per rendere possibile, oggi, il semplicissimo gesto di salire in aereo e pren-dere il volo.

Sommario
Introduzione
Alessandro Marzo Magno 11
La rotta delle aeronavi. Nascita, destino e declino dei dirigibili Pietro Spirito 13

I pionieri dell'idrovolantismo nel Golfo della Spezia Graziano Tonelli 27
Goffredo de Banfield, l'Aquila di Trieste Alessandro Marzo Magno 45
Francesco Baracca. Mito e realtà dell'aviatore italiano Barbara Bracco 69
Alla Conquista del Sole. La parabola impossibile di Guido Keller Marco Cuzzi e Andrea Vento 79
Come il biscione mise le ali. Guida agli uomini e ai luoghi dell'aviomania ambrosiana Andrea Vento 107
Luciano e Romano. La diversa propaganda aviatoria nel regime fascista Marco Cuzzi 121
La strana storia degli aerei italiani di Zahir Shah Andrea Vento 135
Anno 1941. La Regia Aeronautica in Iraq Alessandro Marzo Magno 147
Il pilota nella neve Andrea Vento 155
Luigi Gorrini, solo contro troppi Andrea Benzi 165
Luigi Rugi e i partigiani del cielo Giacomo Scotti 181
«Non posso che chiedervi scusa.» La tragedia di Kindu Marco Cuzzi 209

Note 227
Bibliografia 235
Ringraziamenti 243
Indice dei nomi 245

Sparato in coda egli spara in coda il suo aggressore ma si sente meno rapi-do di lui svincolarsi e volare contro un altro mirare bene precipitandolo ne raggiunge un terzo volandogli vici-no distanza minima papapapa e il col-pito s'impenna sembra fare acrobazie poi scendere sparire fra boschi tetri nel pianto d'una pioggerella fine fine fine.
L' aeropoema del Golfo della Spezia FILIPPO TOMMASO MARINETTI


Introduzione
di Alessandro Marzo Magno
Tutti a naso all'aria per osservare la meraviglia che ronza lassù, nell'azzur-ro: il volo esercita un fascino infantile, favolistico, venuto meno in tempi di spostamenti di massa, ma ancora vivo se l'oggetto da ammirare non è un lontano jet di linea, ma un paperottolo che rumoreggia tra le nubi, o un elicottero che vola basso sopra le colline. Allora si torna al fascino pri-migenio, alle sensazioni che si provavano quando il cielo era percorso da dirigibili o biplani. Anche i piloti rientravano nella categoria del meravi-glioso: medioevali cavalieri erranti ai tempi dei pionieri, stimolo erotico dell'immaginario femminile all'esordio della Seconda guerra mondiale; perdono parte del loro appeal solo dopo che piloti dall'alto dei cieli de-moliscono bombardandole le città di mezza Europa: cominciano í tede-schi con Coventry, finiscono gli anglo-americani con Dresda.
Questo libro racconta storie di volo, di aerei e di piloti, partendo da-gli esordi, dai palloni aerostatici e dai palloni dotati di motore, i dirigibili. Sono storie italiane o legate all'Italia, storie antiche le cui vestigia soprav-vivono fino ai nostri giorni: nel milanese sono ancora visibili i capanno-ni dove si assemblavano i dirigibili o i campi di volo dove traballavano i biplani. Storie di cavalleria e di eroi che si incontrano e si salutano sen-za combattere e la cui memoria sopravvive nella toponomastica e nel mi-to. Storie di contrapposizioni tra «più pesanti» e «più leggeri» dell'aria, tra acqua e terra, tra idroscali e aeroporti. Storie di divisioni, di italiani che combattono su fronti opposti, specchio di un Paese lacerato. Storie divertenti di pazzoidi che dormono nudi sugli alberi, storie affascinanti di voli in terre lontane, siano la Russia, l'Iraq o l'Afghanistan, storie tra-giche di uno dei più crudeli massacri della storia dell'Italia repubblicana, a Kindu, in Congo.
Se oggi entrare in un aereo è diventato un gesto semplice come salire su un autobus lo dobbiamo a loro, a questi nonni e padri dell'aeronauti-ca moderna, lo dobbiamo a eroi famosi, come Francesco Baracca, e a eroi silenziosi, come i meccanici e i collaudatori che perdevano giorni, notti, e qualche volta la vita, per permettere ai quei «cosi» di librarsi nell'aria. Serbiamone la memoria, ricordiamo i sacrifici degli uomini dell'aeronau-tica, a partire dai tempi in cui un'aeronautica non esisteva ancora e a salire nel cielo erano gli ufficiali di marina, o dell'esercito, meglio se di cavalle-ria. Che cos'è un aereo se non un cavallo alato, un Pegaso che si alza leg-gero sopra le teste di tanti piccoli esseri, laggiù, a terra?

Andrea Benzi, piacentino, avvocato, collabora con Orion e Rinascita. Tra le sue pubblicazioni, 11 volon-tarismo di guerra e l'Associazione volontari di guer-ra a Como (Isvig 2007).
Barbara Bracco, milanese, docente di Storia con-temporanea a Milano. Tra le sue pubblicazioni, Me-moria e identità dell'Italia della Grande guerra (Uni-copli 2002).
Marco Cuzzi, milanese, insegna Storia contem-poranea a Milano. Ha pubblicato L'internazionale del-le camicie nere (Mursia 2005) ed è coautore de La guerra dei dieci anni. Jugoslavia1991-2001 (di pros-sima uscita nella collana Tascabili Saggiatore).
Alessandro Marzo Magno, veneziano, giorna-lista, per il Saggiatore ha curato La guerra dei die-ci anni. Jugoslavia 1991-2001 e Rapidi e invisibi-li. Storie di sommergibili. Ha pubblicato inoltre La carrozza di Venezia. Storia della gondola (Mare di carta 203138).
Giacomo Scotti, fiumano, giornalista, ha scrit-to racconti, poesie, romanzi, saggi storici e fiabe per bambini.
Pietro Spirito, triestino, giornalista de II Picco-lo, ha scritto tra l'altro il romanzo Un corpo sul fon-do (Guanda 2007).
Graziano Tonelli, spezzino, già direttore dell'Ar-chivio di Stato della Spezia, lavora alla Soprintenden-za archivistica per la Liguria.
Andrea Vento, pilota, romano di nascita e mila-nese d'adozione, è direttore delle relazioni interna-zionali del Comune di Milano.
M. Cuzzi, P. Spirito, G. Tonelli e A. Vento sono coau-tori, insieme ad A. Marzo Magno, di Rapidi e invi-sibili. Storie di sommergibili (il Saggiatore 2007).
In copertina: Wilfred Hardy, Gloster Gladiator,
© The Bridgeman Art Library, Archivi Alinari, Firenze

Romba il motore nei cieli della storia. Vola grazie all'ingegno dei grandi progettisti italiani, accende i cuori con le imprese degli aviatori.




Bresciaoggi.it Un momento della conferenza stampa di presentazione del progetto





La sicurezza arriverà dal cielo










IL PROGETTO. Prende il volo il Patto anti-criminalità siglato da 12 Comuni. Nel mirino dell'aerosorveglianza ci saranno soprattutto i reati ambientali Da Adro a Chiari passando per il Parco dell'Oglio un velivolo vigilerà sull'Ovest Bresciano
16/05/2009

Prende letteralmente il volo il Patto di pubblica sicurezza siglato due anni fa da dodici paesi dell'Ovest Bresciano e la Provincia. Ieri mattina, nel municipio di Chiari, Comune capofila del protocollo d'intesa, il sindaco Sandro Mazzatorta ha presentato l'ambizioso progetto di aero-sorveglianza che verrà presentato al Governo in vista del nuovo finanziamento straordinario da 100 milioni di euro allegato al pacchetto sicurezza nazionale. ENTRO I PROSSIMI GIORNI, il piano d'intervento sarà trasmesso alla Prefettura e quindi al Ministero degli Interni chiamato ad assegnare materialmente i finanziamenti. L'investimento per vigilare dall'alto dei cieli su un bacino di 100 mila abitanti assomma a 260 mila euro.«Di questo budget - ha spiegato il comandante della Polizia locale di Chiari Michele Garofalo - circa 80 mila euro saranno necessari per l'acquisto di un ultraleggero, mentre il resto garantirà il funzionamento del servizio per i prossimi cinque anni, comprendendo le spese di manutenzione del velivolo come pure i costi di addestramento e le uscite straordinarie degli agenti». Dopo circa sei mesi di corso saranno avviati al volo 4 agenti di Polizia locale e un ufficiale, che potranno pilotare l'ultraleggero. Saranno formati alla scuola di volo «Vittoria Alata» diretta da Davide Turelli in seno all'aviosuperficie di Comezzano-Cizzago, da dove si alzerà il piccolo aereo destinato al monitoraggio del traffico, ma anche ad emergenze in termini di protezione civile e di criminalità, oltre che di abuso in ambito edilizio. DEL SERVIZIO NE BENEFICERÀ anche il consorzio Parco Oglio Nord che ieri, come confermato dal presidente Sergio Franza, ha ufficializzato il suo ingresso nel Patto di pubblica sicurezza, beneficiando sin dall'inizio di pattugliamenti aerei del proprio territorio, che complessivamente si estende per 14 mila ettari. «In realtà - ha spiegato Franza - il Consiglio di amministrazione mi ha dato mandato di aderire per ora limitatamente alla sponda bresciana e credo che sia un atto dovuto visto che già quattro Comuni di quest'area aderiscono al patto. Si tratta di Rudiano, Urago, Pontoglio e Palazzolo. Ciò ci consentirà di tenere sotto controllo incendi, esondazioni, abusi escavatori e anche reati ambientali». Ma anche il coordinamento tra le guardie ecologiche volontarie (una decina quelle impegnate sul Bresciano) e la Polizia locale dovrebbe consentire un miglioramento della lotta contro i reati ambientali. OGGI INFATTI, per quanto riguarda il personale, il Consorzio naviga davvero in cattive acque, se si considera che tutte le guardie sono volontarie e che soltanto il primo gennaio 2009 è avvenuta la prima assunzione di una guardia alle dipendenze del Parco. «L'ampliamento del patto al Parco - ha spiegato Mazzatorta - non fa altro che confermare la bontà dell'intesa e potenziare anche sotto il profilo ambientale il nostro intervento. Dei quattro obbiettivi fissati dal Governo per lo stanziamento dei finanziamenti due ci riguardano direttamente: sono la lotta all'immigrazione clandestina e gli interventi di sicurezza urbana». Attualmente il Patto di sicurezza coinvolge, oltre alla Provincia, i Comuni di Chiari, Rovato, Coccaglio, Rudiano, Urago d'Oglio, Pontoglio, Palazzolo, Adro, Erbusco, Capriolo, Trenzano e Castelcovati. Sul bacino vigilano complessivamente 78 agenti. Massimiliano Magli
Massimiliano Magli










Un giro d’Europa in memoria di Angelo D’Arrigo










Giovedì 14 Maggio 2009 14:48 Red



Sarà presentato sabato 16 maggio alle 10 del mattino, nel corso di una conferenza stampa organizzata nella scuola di volo Etna fly di Calatabiano, il progetto Flying around Europe: un giro d'Europa in 20 giorni in memoria di Angelo D'Arrigo. Protagonisti dell'iniziativa proprio gli istruttori di volo dell'Etna fly, campo dove l'etologo e scienziato del volo di fama internazionale, morto nel 2006 in un tragico incidente aereo, ha preparato tante delle sue memorabili imprese, alcune delle quali l'hanno portato ora a sorvolare il deserto, ora raggiungere le vette più alte della Terra.
La spedizione, di cui faranno parte Claudio e Franco Italiano, Nicola Chimisso e Giuseppe Sgarlato, partirà dalla Sicilia il prossimo primo luglio percorrendo più di 10 mila chilometri tra Austria, Germania, Belgio, Francia, Regno Unito, Spagna e infine Portogallo, prima di rientrare in Italia. Un lungo viaggio su due autogiri ultraleggeri che non si avvarranno di alcun supporto logistico da terra.
"Quello che vogliamo - dice Franco Italiano - è ricordare uno straordinario istruttore, ma soprattutto un grande amico. Questa missione è il nostro ringraziamento per tutti gli insegnamenti che ci ha dato: per come ci ha dimostrato che un uomo può spingersi oltre i propri limiti con tanta prudenza, saggezza e determinazione. Proprio per questo lo ricorderemo attraverso il volo, come sarebbe piaciuto a lui".
Un progetto nato, oltre che per onorare Angelo D'Arrigo, anche per raccogliere fondi per la Fondazione intitolatagli dopo la scomparsa. Un sodalizio che ha promosso progetti di solidarietà in Sicilia e in Italia (nelle carceri, negli ospedali e nelle scuole) e dato vita a iniziative di rilevanza internazionale, costruendo un asilo nido e una postazione medica (inaugurata proprio all'inizio di questo mese) in Perù.
"Questa missione - dice Laura Mancuso, moglie di D'Arrigo e presidente della Fondazione - rappresenta una grande impresa sportiva e uno straordinario gesto di solidarietà. Ringrazio i piloti che vi prenderanno parte perché, oltre a dare un aiuto concreto alla Fondazione, con questo viaggio porteranno in giro per l'Europa il nome di Angelo, continuando a mantener vivo lo spirito che animava ogni sua impresa".
All'incontro con la stampa di sabato mattina saranno presenti tutti i piloti che faranno parte alla missione e i rappresentanti della Fondazione Angelo D'Arrigo, tra i quali il presidente Laura Mancuso.






Cronaca



Aeronautica/ Domani a Roma apre la mostra



"Il secolo con le ali"
In occasione celebrazioni 100 anni primo volo militare in Italia






postato
('2009-05-13T13:04: 4 ore fa da APCOM




Sarà inaugurata domani a Roma, presso il Palazzo della Scienza Universale all'Eur, e rimarrà aperta al pubblico fino al 7 giugno 2009, la mostra "Il secolo con le ali", realizzata dall'Aeronautica Militare in occasione delle celebrazioni per i cento anni del primo volo militare in Italia, avvenuto ad opera di Wilbur Wright nel 1909 presso l'aeroporto romano di Centocelle. L'esposizione, già presentata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione della cerimonia per gli 86 anni dell'Aeronautica Militare, svoltasi proprio a Centocelle il 30 marzo scorso, sarà aperta tutti i giorni, sabato e domenica compresi, dalle 10.00 alle 16.00 (unico giorno di chiusura previsto per il 2 giugno 2009, Festa della Repubblica). L'ingresso è libero. La cerimonia d'inaugurazione avrà luogo giovedì 14 maggio alle 16:30 presso i locali del Palazzo della Scienza Universale, che ospita al suo interno anche il Museo dell'Alto Medioevo (ingresso in via Lincoln n. 3). Saranno presenti autorità del Comune di Roma, dell'Aeronautica Militare ed i vertici di EUR S.p.A, il Presidente Ing. Paolo Cuccia e l'Amministratore Delegato Prof. Mauro Miccio. La Mostra, così come la promozione di altri eventi culturali negli ambienti dei palazzi storici di EUR SpA, si inserisce in un più ampio discorso di recupero e riqualificazione del patrimonio immobiliare, che identifica la missione di EUR S.p.A. come valorizzazione di un patrimonio storico-architettonico di inestimabile valore. La Mostra "Il Secolo con le ali", curata dal Museo Storico dell'Aeronautica Militare di Vigna di Valle (Roma), attraverso una serie di interessanti fotografie, quadri, documenti ed innumerevoli testimonianze, intende guidare il visitatore in un percorso che nasce dall'epoca storica dei dirigibili e giunge all'aviazione militare di oggi e alle missioni di pace nelmondo, scorrendo le pagine delle memorabili imprese di grandi aviatori del passato come Antonio Locatelli, Arturo Ferrarin, Francesco De Pinedo, Italo Balbo e Umberto Nobile. Un'altra manifestazione, dopo quella inaugurale di Centocelle, pensata e voluta per ricordare e far conoscere al grande pubblico un anno speciale per l'aviazione militare in Italia, quel 1909 che con le prime dimostrazioni di Wilbur Wright a Roma, divenne un vero e proprio 'big bang' per tutto il mondo aeronautico e per la costituzione ufficiale dell'Aeronautica Militare in particolare. La conquista della "terza dimensione", avvenuta in modo così travolgente il secolo scorso, ha cambiato in pochi anni la vita dell'uomo, condizionando in modo dirompente molti aspetti delle relazioni e della convivenza sociale e divenendo parte integrante di quella rivoluzione culturale e tecnologica che ha caratterizzato il 900, il secolo con le ali appunto. Il 5° Reparto dello Stato Maggiore Aeronautica ha previsto una serie di visite informative per gruppi di studenti delle scuole medie e superiori di Roma e provincia (per ulteriori informazioni Ufficio Relazioni con il Pubblico A.M. - tel. 06-49866626).

Roma




ANSA .it I FATTI DEL GIORNO






I CAMPIONI DEL MONDO NEL CIELO SOPRA TORINO (E MONDOVI')





Tra il 6 e il 14 giugno tutti col naso per aria. Il cielo sopra Torino ospita i campionati mondiali di sport aerei, e sara' solcato da macchine volanti giunte da novanta paesi per gareggiare in dieci discipline: acrobazia, aeromodellismo, deltaplano, mongolfiere, ultraleggero, parapendio, paracadutismo, alianti, elicotteri e velivoli sperimentali. Torino - con il piccolo aeroporto Aeritalia di Collegno Avigliana - e Mondovi' sono il baricentro delle gare del World Air Games: nelle selezioni di giugno 2007 hanno sbaragliato i candidati di Russia, Regno Unito, Danimarca e Australia, anche grazie alle importanti tradizioni industriali dell'aeronautica sul territorio, come Alenia, e alla spinta delle Olimpiadi 2006. E del resto quasi tutte le gare si terranno all'aeroporto torinese di Aeritalia, con l'eccezione delle mongolfiere, che prenderanno il volo a Mondovi', e di parapendio e deltaplani che si libreranno sul Lago Grande di Avigliana; l'unica specialita' indoor, l'aeromodellismo aero-musical, si disputera' al PalaRuffini di Torino. Ma non solo quel che accade per aria e' interessante: le tre citta' dei World Air Games si riempiono, per la settimana dei giochi, di eventi dedicati al grande sogno di Icaro. In piazza San Carlo, a Torino, ci vorranno esattamente 48 ore di lavoro senza sosta per costruire, da zero e sotto gli occhi di tutti, un vero aereo ultraleggero funzionante, che sara' collaudato l'ultimo giorno di gara; le scuole primarie, inoltrem saranno coinvolte in una gara ufficiale di aeromodellismo. Le competizioni di Avigliana e Mondovi' sono a ingresso libero; per tutte le altre i biglietti si possono acquistare su www.torinolympicpark.org. Il calendario delle gare e' su www.wag2009.com. (ANSA). 12/05/2009 14:46
© Copyright ANSA Tutti i diritti riservati
World Air Games Torino: Olympic Park



Lombardia/ Diversamente abili in volo per superare le barriere







Al campo volo di Cogliate un'iniziativa per portatori handicap










postato 2009-05-11T13:16:00 23 ore fa da APCOM

"Ci sono sogni e sogni, ma se un sogno può trasformarsi in realtà, tutto diventa più bello". Sono le parole di Alessandro Paleri, pilota diversamente abile, leader del "Wefly Team" la pattuglia aerea, montata su ultraleggeri avanzati "Texan", interamente composta da piloti in carrozzina. Oggi, sul campo volo di Cogliate, in provincia di Milano, gestito da Stefano Favaro, Paleri è stato protagonista di una giornata speciale per avvicinare al volo le persone diversamente abili e mostrare loro che, a volte, basta poco per superare quei vincoli e quelle barriere che ci legano alla Terra, soprattutto per chi è costretto su una sedia a rotelle e che, suo malgrado, vive una situazione di reale disagio. Circa 20 portatori di handicap sono stati accompagnati sul campo volo per prendere familiarità con gli ultraleggeri ai comandi degli istruttori della scuola di volo "Vittoria Alata", Roberto Stefanelli e Luca Fini, e dello stesso Alessandro Paleri. I loro accompagnatori, inoltre, hanno avuto la possibilità di effettuare alcuni voli d'ambientamento. Il pilota del "Wefly team", poi, ha intrattenuto il pubblico dimostrando da solista l'intero display acrobatico normalmente eseguito dalla pattuglia durante le proprie esibizioni, compresi spettacolari passaggi con i fumogeni. "E' stata davvero una giornata memorabile per questi ragazzi - ha commentato Paleri, scendendo dal suo aereo -. Inoltre, aver visto che ai comandi c'era un pilota diversamente abile come loro è servito senza dubbio a farli sentire più coinvolti; a capire che, se lo si vuole davvero, nulla è impossibile e, appunto, anche per loro le fantasie possono diventare reali".






EPIDEMIA MONDIALE:









AFFARE ECONOMICO, FALSO ALLARME O GUERRA BIOLOGICA?














Data: Sabato, 09 maggio @ 19:00:00 CDT Argomento: MedicinaA CURA DI INSURGENTE.ORG







Alla feroce manipolazione mediatica internazionale vanno spuntando sempre più domande ed ipotesi senza risposta, che vanno dalla logica ed il buonsenso fino a teorie cospirative della più grande varietà di ordine e provenienza. E c'è un'altro aspetto più tangibile: il costo e l'impatto economico che avrà questa psicosi che potrebbe derivare in un enorme macro-commercio finanziario col salvataggio dei paesi colpiti, come già si scorge col Messico.Tutto quello che si distrugge bisogna "ricostruirlo", questa è la massima che segue sempre il sistema capitalista per strappare rendimento tanto delle crisi economiche, come delle catastrofi e dalle guerre. "Se non c'è guerra bisogna inventarla per fare affari", questa è la massima storica dei Rothschild, leader emblematici del sionismo finanziario.Questo principio si estende anche alle catastrofi naturali o alle epidemie dove - dietro il volto umanitario “dell’aiuto" – si muove un’implacabile struttura commerciale che serve a riattivare cicli parziali dell'economia ed il rendimento capitalista. Le catastrofi e le epidemie - vale chiarirlo - non solamente hanno effetti sulla salute, ma pesano anche sull’economia per mezzo delle risorse che si usano per sconfiggerle o dell'impatto che producono su tutto il sistema economico.Una crisi pandemica, una crisi economica o una guerra mettono in moto miliardarie risorse finanziarie per affrontarle. Quelle risorse (denaro, finanziamenti, medicine, alimenti, ricostruzione di infrastrutture, etc.), sono provviste e finanziate con fondi pubblici a garanzia dei governi, ma chi fa l’affare sono le grandi corporation bancarie, alimentari, tecnologiche ed i laboratori che intervengono nelle operazioni.Sono le stesse corporation e banche internazionali facenti parte del "complesso militare industriale" che speculano con le guerre e con la sucessiva fase di "ricostruzioni", che ottengono profitti economici con le catastrofi e le epidemie dove – in quanto “fornitori” dello Stato - si trasformano in fornitori delle risorse degli aiuti umanitari. Il capitalismo – è storicamente provato - non ha morale nè un'altra logica che non sia la ricerca del profitto e della concentrazione di ricchezza. In questo scenario qualsiasi teoria (per quanto cospirativa risulti) che riguardi benefici economici con l’epidemia suina, può arrivare ad essere reale.Qualcosa di certo: né i governi, né le organizzazioni internazionali della sanità possono descrivere né provare con precisione l'origine, i casi possibili, il grado di gravità e portata che può avere l'epidemia dell’influenza suina. Nonostante tutto, la macchina mediatica internazionale ha già creato una "psicosi mondiale" e conseguente isolamento di paesi e intere società, come è il caso del Messico, seminando il terrore con la possibilità di infezioni per "contatto umano." La mancanza di informazioni probanti alimenta a sua volta un universo di domande e di teorie cospirative che oggi attraversano - tanto velocemente come un virus - i quattro punti cardinali del pianeta.Allarmi e dubbi.Da una parte, organismi ufficiali notano che l'influenza suina si "aggrava" e che ha già attraverstato le frontiere di quattro continenti. Martedì, coi primi casi confermati in Medio Oriente, Asia e Pacifico, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), dice di "prepararsi per una pandemia", cioè un'epidemia a livello globale. "I governi dovrebbero prendere le misure opportune per far fronte ad una possibile pandemia", ha segnalato il direttore generale aggiunto della Sicurezza Sanitaria dell'OMS, Keiji Fukuda, che ha ricordato che la cosiddetta "influenza spagnola" del 1918 uccise milioni di persone. "L'influenza si muove in una maniera che non possiamo prevedere", ha avvertito.I dati di questo mercoledì indicano che il Messico registra 152 morti e quasi 2.000 infettati, seguono gli Stati Uniti (con 68 casi), Canada (13), Nuova Zelanda (3), Gran Bretagna (2), Spagna (2), Israele (2), e Costa Rica (2). In altri 20 paesi, tra questi l'Argentina, si stanno analizzando "casi sospetti”.D'altra parte, mentre la stampa internazionale semina il terrore con titoli come: "Avanza la pandemia mondiale", o "Il virus della febbre suina è incontrollabile", governi ed organizzazioni ufficiali ridimensionano informazioni che minimizzano o riducono i numeri, dovendosi accertare che tutte le morti e gli infettati siano legati all'influenza suina. Curiosamente, il Messico ha confermato che dei 152 morti solo sette decessi sono per influenza suina, secondo le prove di laboratorio.Un altro aspetto che richiama l'attenzione è che fino ad ora non ci siano vittime mortali in altre parti del mondo dove la malattia si è manifestata solo con "sintomi moderati."D'altra parte, mentre si espande a livello planetario la "psicosi suina" attraverso i mass media, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Agricoltura e l'Alimentazione (FAO), informa che sta mobilitando squadre di esperti per aiutare ad accertarsi se il nuovo ceppo del virus H1N1 dell'influenza che ha ucciso numerose persone in Messico, abbia una connessione diretta coi i maiali. Cioè, secondo l'ONU, non c'è ancora la certezza che l'influenza sia "suina."Il Capo del servizio veterinario della FAO, Joseph Domenech, ha detto “che non c'è evidenza di una minaccia per la catena alimentare, allo stato attuale si tratta di un'emergenza a livello umano e non degli animali, ma dobbiamo essere vigili e preparati." Nonostante, e soprattutto a causa della "pressione mediatica", varie compagnie di turismo britanniche, agenzie di viaggio francesi ed una linea aerea canadese hanno sospeso i viaggi verso il Messico. Cuba ha cancellato tutti i voli con destinazione Messico per le prossime 48 ore e l'Argentina ha preso la stessa decisione fino a lunedì.Benchè l'OMS consideri prematuro limitare i viaggi nelle località colpite dal virus, Australia, Svizzera, Canada, Gran Bretagna, Francia, Italia, Olanda, Lussemburgo e Germania, sconsigliano di viaggiare verso il Messico. Il portavoce dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), Gregory Hartl, ha riconosciuto martedì che ancora l'OMS non sa perché l'influenza suina si stia mostrando più grave in Messico che in altri paesi, allo stesso tempo ha precisato che l'agenzia dell'ONU non è a favore del fatto che si mettano restrizioni di viaggio o si chiudano frontiere."Non riusciamo a capire perché la malattia sia stata più grave in Messico", ha ammesso Hartl in una conferenza stampa. Il sindaco di Città del Messico, Marcelo Ebrard, si è unito alla psicosi segnalando che bisogna pensare agli abitanti di Città del Messico, che sono circa 19 milioni di persone, le quali devono "convivere per un lungo periodo di tempo con questo virus", il quale si trova "nel momento critico per evitare un contagio esponenziale."La Confederazione degli Industriali del Messico (Concamin) ha espresso in un comunicato la sua "preoccupazione per la decisione unilaterale del Governo del Distretto Federale di ordinare la chiusura di ristoranti, con conseguente applicazione di sanzioni."Secondo essa la misura non è stata raccomandata né vi è motivo di stare all'erta da parte dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e queste affermazioni spingeranno e i consumatori a ricorrere ai commerci informali di vendita di alimenti, aumentando il rischio di acquisire malattie." Ma in sintesi, quello che più chiama l'attenzione è che ciò che ha ucciso massicciamente persone in Messico non è stata "l’influenza suina", (una minoranza dei casi), bensì un influenza con complicazione virali. Non è stato accertato che la pandemia sia "suina", né si è sicuri dell'origine reale del virus.Davanti al cumulo di contraddizioni che sorgono dall'informazione ufficiale: perché il terrore mediatico dell’epidemia?Epidemia di affari?Secondo un’articolo firmato dall'investigatrice Silvia Ribeiro pubblicato sulla “Giornata del Messico”, sono le imprese internazionali quelle che più ottengono: le imprese biotecnologiche e farmaceutiche che monopolizzano i vaccini e gli antivirali. Il governo ha annunciato che aveva un milione di dose di antidoti per attaccare il nuovo ceppo di influenza suina, ma non ha mai informato sul costo.Gli unici antivirali che hanno azione contro il nuovo virus, e brevettati nella maggior parte del mondo, sono di proprietà di due grandi imprese farmaceutiche: Zanamivir, con nome commerciale “Relenza” commercializzato da GlaxoSmithKline, ed Oseltamivir il cui nome commerciale è “Tamiflu”, brevettato da Gilead Sciences, dato in esclusiva a Roche. Glaxo e Roche sono la seconda e la quarta impresa farmaceutica su scala mondiale e, come col resto dei loro farmaci, le epidemie sono le loro migliori opportunità di commercio. Con l'influenza aviaria, tutte ottennero migliaia di milioni di dollari in guadagni. Con l'annuncio della nuova epidemia in Messico, le azioni di Gilead sono cresciute del 3%, quelle di Roche del 4% e quelle di Glaxo del 6%, e questo è solo il principio.Un'altra impresa che insegue questo succoso affare è Baxter che ha richiesto campioni del nuovo virus ed annunciato che potrebbe avere il vaccino in 13 settimane. Baxter, altra farmaceutica globale, al 22esimo posto, ebbe un incidente nella sua fabbrica a febbraio di quest’anno. Inviò un prodotto contro l'influenza a Germania, Slovenia e Repubblica Ceca, inquinato con virus di influenza aviaria. Secondo l'impresa furono errori umani e di processo, dei quali non può dare dettagli, perché dovrebbe rivelare processi brevettati. Non dobbiamo solo affrontare l'epidemia dell'influenza: anche quella del profitti.
Guerra biologica? La rivista Pacifica - elaborata da un collettivo giornalistico con sede in California, ha intervistato diversi esperti degli Stati Uniti e del Messico, i quali allertano sulla possibile preparazione di armi chimiche nei laboratori del Pentagono e dei milionari benefici per le imprese farmaceutiche.È questo il caso dei laboratori Gilead Sciences Inc., diretti da Donald Rumsfeld, che hanno i diritti del farmaco "Tamiflu" che viene venduto come rimedio per l'influenza suina e che fece già profitti miliardari con l'influenza aviaria. Il giornalista Fernando Velázquez menziona un articolo dell'investigatrice Lori Price del sito web Globalresearch.ca, intitolato "La Febbre Suina distoglie l’attenzione dai documenti sulla tortura”, nel quale segnala che l'influenza suina, fabbricata probabilmente nei laboratori militari degli Stati Uniti, ha surclassato la notizia delle rivelazioni sulla tortura ordinate Servizi Segreti Americani (CIA) applicate a prigionieri di Guantánamo, Abu Ghraib ed in altre prigioni segrete.Lori Price sottolinea che l'attuale isteria provocata dal virus suino potrebbe dare grandi guadagni a Donald Rumsfeld. L'ex Segretario della Difesa del governo Bush è direttore da 20 anni del laboratorio Gilead Sciences, Inc., la società con sede in California che fabbrica ed ha i diritti sul "Tamiflu", presunto rimedio per la malattia che sta terrorizzando il mondo.Fernando Velázquez ha anche intervistato il giornalista Ralph Schoenman, produttore del programma radio "Taking Aim", che trasmette sulla stazione WBAI di New York. Schoenman afferma che i laboratori militari degli gli Stati Uniti stanno perfezionando armi biologiche con virus suini, l'aviaria, l'asiatica ed altre malattie per le quali non c'è risposta immunologica.Fernando Velázquez aggiunge anche che documenti declassificati nel 1956 e nel 1958, rivelano che l'esercito statunitense creò grandi quantità di zanzare in Florida e Georgia per verificare se gli insetti avessero potuto essere usati come armi disseminatrici di malattie, e che nel 1969 più di 500 studenti di 36 paesi si laurearono in corsi di guerra epidemiologica nella scuola di chimica dell'esercito di Fort McClellan in Alabama.Titolo originale: "Pandemia mundial: ¿Negocio capitalista, falsa alarma o "guerra biológica"?"Fonte: http://www.insurgente.org/Link







01.05.2009 Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di LILIANA BENASSI
Questo Articolo proviene da Come




























Tempo Libero [06/05/2009]







Prova a volare!







A cura di e.z.p.
Fino al 14 giugno le Officine Grandi Riparazioni di Torino (corso Castelfidardo 18) opsitano la mostra Prova a volare. Storia e interattività si intrecciano in questo percorso curato da Neva Capra, partito da Trento il 19 aprile 2008.Un viaggio tra le simulazioni di volo dei primi aeroplani fino alle esplorazioni spaziali, in cui si potranno ammirare due esemplari, unici al mondo, dei primi simulatori di volo realizzati a Torino nel 1917 dall'ingegnere Ettore Barsanti per il Battaglione Aviatori di Venaria Reale. Per la prima volta venivano introdotte due fondamentali variabili nel volo: quella psicologica e quella fisiologica dei piloti. Variabili fino ad allora decisamente scontate, se si pensa che 90 incidenti aerei su 100 erano dovuti ai limiti fisici, come la poca resistenza agli sbalzi di pressioni e problemi alla vista.Ad affiancare questi straordinari reperti strumentazioni scientifiche d'epoca, video-installazioni e postazioni interattive. Sarà inoltre possibile prendere parte a dei voli simulati attraverso dispositivi realizzati per piloti civili e militari. L'Ogr proietterà durante l'esposizione 140 volti di aspiranti piloti che superarono l'esame della campana ipoborica.







Di loro ci restano le facce e i numeri di matricola, ma non i nomi, che potranno grazie a questa mostra essere riconosciuti dai visitatori.







Segnala ad un amico





































5 maggio, 2009
di Giovanni Pasqua
Siete amanti dell’aereomodellismo e ansiosi di mostrare a tutti quanto siete bravi?
Torino allora è il posto giusto per voi!

Candidatasi per i nuovi World Air Games, il 1 giugno 2007 Torino ha ottenuto la vittoria sui quattro finalisti di Australia, Regno Unito, Russia, Danimarca.
Ed oggi tra il 7 ed il 13 giugno 2009 a Torino si svolgeranno I World Air Games, ovvero i giochi mondiali dell’aria. Tutti gli sport aerei, dal volo libero, cioè senza motore in deltaplano e parapendio, agli alianti, mongolfiere, elicotteri, velivoli sperimentali, paracadutismo e modellismo daranno vita a spettacoli che coinvolgeranno tutta la regione, in una vera Olimpiade degli sport aerei.L’evento, legato alla centenaria tradizione aeronautica italiana, si prospetta emozionante e coinvolgente. Le sedi dell’evento saranno: Torino, Mondovì e Avigliana. Per consentire al pubblico di godere al meglio delle competizioni giornaliere verranno attrezzate aree con simulatori, esposizioni e megaschermi nelle principali piazze della città. Sono anche previste conferenze, mostre a tema, e numerosi eventi collaterali per un programma tutto dedicato all’aviazione.

I World Air Games includono tutti gli sport dell’aria, dalla acrobazia a motore al volo a vela e agli elicotteri, dal paracadutismo al deltaplano, dal parapendio alle mongolfiere, dai palloni a gas all’aermodellismo, dagli ultraleggeri ai velivoli sperimentali. Ognuno di questi sport vedrà la presenza dei migliori atleti del mondo appositamente selezionati in un contesto predisposto per coinvolgere il pubblico. Delle 27 competizioni previste, 21 si svolgeranno presso l’aeroporto di Torino Aeritalia. L’evento non si limiterà solo al puro aspetto agonostico ma oltre alle cerimonie spettacolari di apertura e chiusura, durante tutta la settimana ci saranno manifestazioni collaterali, culturali e di intrattenimento incentrate sul volo.
L’evento, nella sua globalità, non si limiterà al puro aspetto agonistico. Oltre ad attraenti cerimonie di apertura e chiusura, nel corso della settimana dei World Air Games è infatti prevista una serie di manifestazioni collaterali, culturali e di intrattenimento incentrate sul volo, fra cui una rassegna di film aeronautici, mostre tematiche, la costruzione pubblica di velivoli leggeri in centro città, gare con piccoli aeromodelli basici fra i bambini delle scuole, convegni a carattere aeronautico, concerti con richiami al mondo del volo.

















Venerdì prossimo, 1° maggio, la stagione ufficiale della Pattuglia Acrobatica Nazionale dell’Aeronautica Militare sarà inaugurata dalla consueta manifestazione "in casa" dedicata ai club Frecce Tricolori; la PAN, d’altronde, è l’unica pattuglia al mondo ad avere dei fan club.La manifestazione si terrà alle ore 11:00 sulla base aerea di Rivolto, la home base della PAN in provincia di Udine, e prevede l’esibizione dei 10 velivoli della Pattuglia Acrobatica Nazionale, anticipata da presentazioni in volo di velivoli del Reparto Sperimentale Volo (C-27J, Tornado, AMX ed Eurofighter) ed un evento dimostrativo di Combat Search and Rescue (CSAR) con elicotteri AB-212 e HH-3F.L’evento sarà trasmesso in diretta (dalle 11:00 alle 13:15) su Rai Sport Più, in chiaro sul Canale 227 di Sky e visibile anche sul Digitale Terrestre, mentre in differita integrale su Raidue dalle 15:00 alle 17:15, ed in diretta Internet dalle 09:00.La manifestazione è stata preceduta da due "anteprime delle Frecce






















Da Dedalo NEWS 16 Aprile 2009 - 5:15 pm di: G. AlegiNews























I 306 orfani assistiti dall’Opera Nazionale per i Figli degli Aviatori (ONFA) hanno deciso attraverso il proprio istituto di destinare 10.000 euro a favore degli orfani nelle zone terremotate dell’Abruzzo. Lo ha reso noto, attraverso l’Aeronautica Militare, l’organizzazione che da oltre 70 anni assiste gli orfani del personale militare dell’Aeronautica Militare deceduto per qualsiasi causa, nonché i figli dei militari dell’Aeronautica Militare grandi invalidi di prima categoria. L’ONFA è tra gli enti ammessi dal ministero delle Finanze a ricevere, senza oneri aggiuntivi per il contribuente, la donazione dell’5 per mille delle dichiarazioni dei redditi

Emissioni San Marino13.03.2009 09:33










































Emissioni San Marino
13.03.2009 09:33
















Giochi Mondiali dell'Aria: da San Marino quattro francobolli
















Si apre con i quattro francobolli dedicati ai Giochi Mondiali dell'Aria in programma a Torino dal 6 al 14 giugno, la sfornata di emissioni prevista dall'Azienda filatelica di San Marino per il prossimo 14 aprile. La terza edizione di questo evento tra i più importanti a livello mondiale, ospiterà a Torino e dintorni, sportivi ed appassionati di oltre dieci discipline aviatorie, dall'acrobazia a motore, al paracadutismo al deltaplano, dal parapendio alle mongolfiere, agli ultraleggeri. I dentelli sammarinesi raffigurano in modo allegorico alcuni volatili alle prese con alcuni giochi "aerei".
di Francesco De Carlo


I Giochi Mondiali dell'Aria costituiscono l'evento internazionale più importante dedicato all'aviazione sportiva. Quest'anno la terza edizione dei "World Air Games" si svolge in Italia: sarà Torino, dal 6 al 14 giugno, ad ospitare gli appassionati di sport dell'aria - dalla acrobazia a motore al volo a vela e agli elicotteri, dal paracadutismo al deltaplano, dal parapendio alle mongolfiere, dai palloni a gas all'aeromodellismo, dagli ultraleggeri ai velivoli sperimentali - provenienti da tutto il mondo.
Oltre che nel capoluogo piemontese (dove nel Palazzetto dello Sport "Palaruffini" si svolgerà la gara di Aeromodellismo Indoor Aero-musical), i numerosi eventi sportivi si svilupperanno anche presso l'aeroporto Aeritalia, sui laghi di Avigliana e a Mondovì.
A sottolineare questa grande kermesse dell'aria, tra competizioni, dimostrazioni e tentativi di nuovi record, vi saranno i quattro francobolli che l'Azienda Filatelica e Numismatica di San Marino ha in programma di emettere per il 14 aprile: con nominali da 0,60€, 0,85€, 1,50€ e 1,80€, i dentelli raffigurano alcuni volatili giocosamente all'opera con avio-apparecchi come l'elicottero, l'aliante, la mongolfiera e l'aeroplano. Un modo leggero e colorato di rappresentare l'allegoria degli sport dell'aria.
I francobolli e i prodotti filatelici di San Marino possono essere acquistati, come di consueto, online sul sito web dell'AASFN a partire dal giorno d'emissione.
Link:Sito ufficiale dei World Air Games "Torino 2009"
Caratteristiche dell'emissioneData emissione: 14 aprile 09Valori: quattro valori da € 0,60-0,85-1,50 e 1,80Tiratura: 90.000 serieStampa: in offset a quattro colori a cura di Cartor Security Printing















Formato del francobollo: 35x35mm.















Dentellatura: 13 ¼ x 2Bozzetto di Raniero Forcellini















Fogli: da 20 francobolli






























Dedalonews
















L’ENAC concede l’autosorveglianza per gli aerei di costruzione amatoriale

































Scritto da G. Alegi Il 1 Marzo 2009 @ 21:38 Nella sezione Aeronautica

































È più facile la strada per chi voglia costruirsi un Ansaldo SVA o un Caproni Ca.3 o rimettere in volo un vecchio aliante Spatz. Grazie da un nuovo accordo con l’ENAC, la Federazione dei Costruttori di Aeromobili Amatoriali e Storici (FCAP ) potrà infatti sorvegliare la costruzione degli aeromobili amatoriali e il restauro di quelli storici, nonché il mantenimento dei loro requisiti di aeronavigabilità. Dal punto di vista formale ENAC ha firmato con FCAP un "contratto per la fornitura di servizi". Sotto quello pratico, il documento siglato nei giorni scorsi è un momento storico. Si tratta della prima volta che ENAC attua una previsione che esisteva da tempo nel proprio regolamento tecnico, riconoscendo che FCAP si è dotata di una struttura tecnica idonea. Il vantaggio principale dovrebbe essere nella maggior rapidità dei tempi di verifica e autorizzazione. Il contratto ha durata di tre anni nel corso dei quali l’ENAC dovrà effettuare almeno una volta all’anno una verifica sul mantenimento dei requisiti per lo svolgimento delle funzioni richieste. A 32 anni dalla Circolare 15 con la quale l’allora Registro Aeronautico Italiano permise ai privati - non ditte - di ottenere un certificato di navigabilità speciale per gli aerei di propria costruzione. Aerei veri, non ultraleggeri, ma comunque senza scopo di lucro e senza la possibilità di effettuare lavoro aereo. Quella normativa, più volte aggiornata sino all’attuale NAV 15D, ha permesso la costruzione di 141 velivoli amatoriali di cui 56 hanno ancora il certificato in corso di validità. L’Italia segue così la strada tracciata da altri paesi europei, nei quali da tempo una serie di attività di carattere tecnico-amministrativo sui velivoli amatoriali sono state delegate alle loro associazioni quali la Popular Flying Association britannica. In Italia, ferma restando la possibilità del singolo costruttore di chiedere la sorveglianza diretta da parte di ENAC per l’intera costruzione, le «valutazioni tecniche principali» saranno comunque effettuate dall’ENAC.La FCAP, oggi presieduta dall’ing. Rodolfo Galli, già direttore territoriale del RAI di Milano, comprende cinque associazioni territoriali (in Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte e Toscana) e una diffusa (CAP Italia, presieduta da Giancarlo Zanardo).
In alto, d’ora innanzi una replica dello Spad XIII potrà essere costruita sotto la sorveglianza del CAP (foto Alfonso Mino). A destra, il logo della FCAP simboleggia lo spirito dei costruttori amatoriali.

Articolo stampato da Dedalonews: http://www.dedalonews.it/it
URL dell'articolo: http://www.dedalonews.it/it/index.php/03/2009/lenac-concede-lautosorveglianza-per-gli-aerei-di-costruzione-amatoriale/

















Grandi novità IANTD e Acquamarina all'EUDI Show 2009


















Cari subacquei ed appassionati,

grandi novità ed iniziative nell’isola IANTD – Acquamarina presente all’EUDI Show 2009 a Roma dal 27 febbraio al 2 marzo. Nello stand IANTD sarà presente ed acquistabile il nuovo TECHNICAL DIVER MANUAL e le IANTD Expeditions presenteranno i loro nuovi programmi per il 2009.

Infatti, questa sarà la grande novità spinta dall’interesse sempre maggiore di subacquei che ci chiedono di partecipare a queste attività. Sono stati preparati specifici programmi denominate Member Development Programs che formeranno attraverso una istruzione sia subacquea che culturale i nuovi membri che potranno partecipare alle IANTD Expeditions.

I programmi spazieranno dall’ archeologia subacquea all’ archivistica, dalle operazioni nautiche e sicurezze d’immersione alle tecniche di rilevamento e misurazione dei relitti, dalla identificazione navi alla storia della navigazione, dalle tecniche di penetrazione nei relitti alle arti marinaresche e alla identificazione relitti e molto altro sia livello accademico che pratico.

Il primo corso pilota si svolgerà all’Isola d’Elba, a Marciana Marina, presso il Technical TF Elba Diving dal 3 al 10 maggio, le altre attività delle IANTD Expeditions si svolgeranno con due spedizioni archeologiche: una sulla Szent Istvan a giugno ed una sullo Scirè a settembre, altri corsi Member Development Program sia a Marciana Marina che in altre locations, fra cui l’ultima a dicembre a Sharm el Sheik.

Il potenziamento delle IANTD Expeditions insieme all’ultima spedizione sullo Scirè verrà presentato sul palco centrale dell’EUDI domenica 1 marzo alle 16,30; al termine verrà proiettato un trailer di 8 minuti del prossimo documentario IANTD Expeditions “SCIRÈ – IL SOMMERGIBILE DELLA DECIMA” e consegnati i brevetti e gli attestati di membro ai partecipanti delle passate spedizioni.


















Come molti di voi già sanno la IANTD Expedition Scirè 2008 ha avuto una importante ed onorevole conclusione il 9 febbraio u.s. con la consegna ufficiale alla Marina Militare dell’autorespiratore ad ossigeno e della pinna provenienti dal relitto dello Scirè. La consegna ufficiale è avvenuta nella caserma del Varignano durante la cerimonia di brevetto dell’ultimo corso incursori quale retaggio delle gesta dei loro progenitori.



















(Vedi anche http://bascogrigioverde.blogspot.com/2008/09/basco-grigioverde-notizie.html)



















Altra grande quantità di novità nello stand Acquamarina con la presentazione dei due nuovissimi computer VR X e NITEK X dei quali l’Acquamarina è distributore esclusivo che si affiancano al nuovo VR 3 HD, quest’ultimo sarà offerto ad un prezzo eccezionale, inoltre, sarà presente anche il nuovo rebreather CCR Dive Rite O2ptima FX. Grandi sconti saranno offerti su tutto l’equipaggiamento esposto.

Insomma, anche quest’anno il binomio IANTD – Acquamarina si dimostra ancora quale imbattibile leadership della subacquea tecnica, in un appuntamento da non perdere l’EUDI Show 2009!

Fabio Ruberti
IANTD
http://www.iantd.info/
http://www.iantdexpeditions.com/























Feb 09 20



















La straordinaria foto UFO del comandante pilota Vincenzo Garofalo !



















Pubblicato da Gordon Francis Ferri alle 11:08 in Current Affairs

Dei casi di avvistamento UFO - 4 a tutt'oggi inspiegabili, secondo le stesse fonti dell'aeronautica militare - ci siamo occupati già a suo tempo qui a Mysterium.
Ma l'occasione dei 4 casi del 2008 è servita ieri al Corriere della Sera, per rispolverare con una certa evidenza e molta serietà quello che forse è l'avvistamento più sconcertante degli ultimi anni in Italia, e cioè quello che ha avuto per protagonista il 3 settembre del 2006 il comandante Vincenzo Garofalo, esperto pilota di linea di Boeing e Airbus, che quella mattina riuscì a scattare con la sua macchina digitale l'incredibile foto che vedete in testa all'articolo.
A 300 metri d'altezza, dalla sua villa molto vicina all'aeroporto Falcone-Borsellino di Palermo, Garofalo fotografò questo oggetto nel cielo. Trattandosi di un professionista del cielo, la sua testimonianza - raccolta in molti documenti ufficialei e anche da parte di organi istituzionali come il Gruppo Interistituzionale di Lavoro per l'osservazione dei fenomeni di Caronia - è molto preziosa.
Garofalo ha sempre parlato di un oggetto - questo - che volava a 300 metri d'altezza, di diametro apparente tra i 2 e i 10 metri, che " prima si muove e poi schizza via scomparendo in qualche secondo, senza nessun rumore. "
Oltretutto la raffigurazione dell'oggetto di Garofalo - sezionata, ingrandita, analizzata, in ogni dettaglio - è sorprendentemente simile a quella di diversi oggetti luminosi avvistati in Cina nei primi anni '40.
Insomma, un bel mistero, che per ora, resta tale...





































20.02.2009



















Germania, dove volano i dirigibili
di Monica Genovese
Articoli correlati


















Baden-Württemberg. Uno dei sedici stati federati della Germania, nel versante sud occidentale del Paese. Il terzo Land (Stato) tedesco per estensione e densità demografica.
Zona ricca di bellezze naturali che consentono escursioni, gite, ciclismo, nuoto, barca e canoa. Insomma, attività sportive ad ampio raggio.
E’ il luogo ideale per gli amanti della vita all’aria aperta. Ma è altrettanto carico di suggestioni e atmosfere accattivanti nella stagione invernale, quando la Foresta Nera, di cui il Land è coperto, è avvolta dal fitto manto nebbioso.
Nei cieli di questa regione, formatasi geo-politicamente nel 1951 dall’unione tra il Baden, il Württemberg e l’Hohenzollern, volano, ancora oggi, i famosi Zeppelin.
Si tratta di imponenti dirigibili rigidi tedeschi, grossi sigari carichi di elio, un gas inerte, che sovrastano le nuvole, in maniera colorata, vivace e allegra. Sembrano aquiloni dalle bizzarre forme che giocano con il vento.
Lo Zeppelin deve il nome al suo ideatore, il conte Ferdinand von Zeppelin. Il successo ottenuto da queste aeronavi, tra gli anni Dieci e gli anni Trenta del Novecento, le fa letteralmente entrare nella storia.
Il dirigibile di un tempo si presenta con una struttura ultraleggera in alluminio coperta da tela di cotone. Il primo volo inaugurale risale al 1900. Rapidamente vengono utilizzati per il trasporto passeggeri. Ma si tratta di un trasporto oneroso, lussuoso, quindi riservato solo alle classi sociali più abbienti.
Gli interni sono dei veri e propri salotti da conversazione sospesi in aria. Il più noto è il Graf Zeppelin che conta 590 viaggi effettuati di cui 114 attraverso l’Atlantico e uno, compiuto in 21 giorni, attorno al mondo. Il primato in fatto di lunghezza va, però assegnato al dirigibile Hindenburg. Misura 245 metri.
Si parla, quindi di un nuovo mezzo di locomozione, se tale si può definire. Ma, la corsa alla fama è arrestata da un incidente mortale. Nel 1937, infatti, nel New Jersey, durante l’atterraggio, il velivolo prende fuoco e le fiamme divampano velocemente, anche a causa dell’idrogeno di cui, all’epoca, è riempito, causando la morte di 36 persone tra passeggeri e membri dell’equipaggio.
Gli attuali viaggi a bordo degli Zeppelin sono riservati ai turisti, in certi periodi dell’anno, per scrutare dall’alto gli scintilli dell’acqua del lago di Costanza, conosciuto anche con il nome di “mare svevo


















DedaloNEWS Costruisce elicottero con rottami
19 Febbraio 2009 - 12:46 pm di:
M. LandiNews






































Un elicottero fatto con rottami. Lo ha realizzato Mubarak Muhammad Abdullahi, 24 anni, studente di fisica del nord della Nigeria. Ha impiegato rottami di ogni genere, compresi i resti di un 747 precipitato nei pressi di Kano. La macchina ha un rotore di 12 metri ed è in grado di trasportare quattro persone sedute sui sedili di un vecchia automobile. Il motore è impiegato è quello di una Honda Civic, anche questo ritrovato in una disarica. A detta di Abdullahi, contattato dall’ agenzia di stampa internazionale AFP, il marchingegno ha volato sei volte, in ogni caso mai sollevandosi da terra per più di due metri.
18 - 02 - 2009Scritto da Asylum Italia


















Donna senza braccia pilota l'aereo con i piedi


















Adoriamo crogiolarci nella celebrazione della mascolinità, dalle capacità atletiche all'abilità di ingollarsi di salsicce.Ma questa volta siamo davvero impressionati dalla ventiseienne Jessica Cox, che con il suo ditone del piede è in grado di pilotare un aeroplano, tanto che dobbiamo per forza celebrare anche le fantastiche abilità femminili. La Cox, che è nata senza le braccia, si è recentemente garantita la patente di volo in America. Avendo passato tutta la vita utilizzando i suoi piedi per qualunque semplice azione, la Cox è estremamente abile nell'usare piedi e alluci. Riesce a scriverci e a fare le normali faccende quotidiane come fare benzina e far volare un aeroplano sopra il deserto. Ha già al suo attivo 25 ore di volo in solitaria e spera di venire certificata come istruttore di volo. "Voglio insegnare alle altre persone a volare, persone con handicap fisici", ha detto la Cox che lavora anche come motivatore. Siamo veramente impressionati dall'idea di una ragazza che pilota un aereo con il solo uso dei suoi piedi, ma una questione rimane in sospeso, soprattutto dopo un mese con due incidenti di volo: davvero vorremmo volare su un aereo pilotato da Jessica? E i cieli sono sicuri con lei alla guida?




































La Russa a Volandia:


















Il “vivere d’aria” ha messo Varese all’avanguardia in Lombardia e in Italia


















10 Febbraio 2009 - 5:38 pm di: G. AlegiAeronautica
La Russa a Volandia: il "vivere d'aria" ha messo Varese all'avanguardia in Lombardia e in Italia
Un centro di ricerca aerospaziale in provincia di Varese e l’ambizione di acquisire il controllo del convertiplano BA.609. Sono queste due delle idee che hanno trasportato nel futuro la presentazione del libro "Vivere d’aria" di Gianni Spartà presso il museo e parco di Volandia. Un connubio - quello tra passato, presente e futuro del volo nella "provincia con le ali" - sottolineato da tutti gli intervenuti, a partire dal presidente della fondazione museo dell’aeronautica Marco Reguzzoni (a destra nella foto, con il ministro della Difesa Ignazio La Russa). Il libro raccoglie 22 cammei di protagonisti della storia del volo a Varese, compresi quelli giuntivi dal meridione - come gli Agusta ed i Foresio - per restarvi e creare le industrie oggi raccolte in Finmeccanica come AgustaWestland e Alenia Aermacchi. «L’idea di Volandia è una splendida iniziativa perché il "vivere d’aria" ha consentito a questa terra di essere all’avanguardia in Lombardia ed in Italia,» ha detto il ministro La Russa nel suo intervento di chiusura dei lavori giungendo direttamente da La Spezia dove aveva assistito al brevetto degli incursori. «Ringrazio le persone che in passato ed oggi hanno dimostrato di essere i numeri uno - in Italia e nel mondo - nell’esprimere altissime capacità tecnologiche.»Tra i successi più recenti ci sono l’M-346 e l’EH.101. Del primo l’ing. Carmelo Cosentino, a.d. di Alenia Aermacchi, anticipa che il contratto di lancio per i 15 esemplari per l’Aeronautica Militare dovrebbe essere firmato «a brevissimo. È questione di settimane.» Del secondo Giuseppe Orsi, a.d. di AgustaWestland, rivela come nel 2002 la US Navy fosse andata vicina ad un acquisto diretto, senza gara. «Poi entrò in gioco Sikorsky, ed il resto lo sapete già». Tra i successi del futuro potrebbe esserci quello che Spartà chiama «il minotauro», cioè il convertiplano BA 609 sviluppato con gli americani di Bell. «Finmeccanica concorda sulla nostra proposta che punta ad acquisire il controllo intero della macchina,» dice il presidente di AgustaWestland Amedeo Caporaletti sottolineando le difficoltà dei programmi a guida condivisa paritariamente. «Naturalmente questo comporta sforzi notevoli e abbiamo chiesto supporto alle istituzioni, in particolare ai ministeri della Difesa e dello Sviluppo Economico».Tema ricorrente è la cultura del fare, da rivalutare e privilegiare rispetto a quella dell’apparire. Un "fare" rappresentato dagli aerei storici di Volandia, a partire dal Caproni Ca.1 che nel 1910 reinventò in senso aeronautico la brughiera di Malpensa, ma da proiettare nel futuro come lavoro e creazione di ricchezza. A questo fanno appello sia Orsi sia Claudia Mona, in rappresentanza del ricco tessuto di indotto e subfornitura del settore e di una vicenda imprenditoriale giunta alla quinta generazione.«A questo territorio manca una cosa fondamentale: creare l’appendice di un centro di ricerca aerospaziale», ha detto Caporaletti, più volte ricordato come protagonista del salvataggio di Agusta, al cui timone approdò quando non era neppure in grado di saldare i debiti per la mensa aziendale. Un centro per il quale Agusta potrebbe mettere a disposizione il terreno a Vergiate e che potrebbe operare anche in una logica «federale» - così la definisce Caporaletti - con il CIRA di Capua. Galleria del vento subsonica, materiali "attivi" per i rotori, "face gear" ed altre tecnologie di punta per le macchine volanti del futuro. «Pensiamo al domani e al dopodomani», gli fa eco Orsi. «Quello che volerà tra 30 anni lo dobbiamo realizzare oggi».
Dedalonews
Versione Flash
Versione Light

AM: conclusa esercitazione “Incocca 2009”
Si è spento il generale Giuseppe Ruzzin

Da Montagna Org





















Cascate: le più belle delle Alpi


















Inserito da Redazione il 12 Gennaio, 2009 - 17:05

Una parete dura come la roccia, ma fatta di acqua, che scompare in primavera e ricompare, uguale e diversa, in inverno. Le cascate di ghiaccio sono ormai lo sport verticale del nuovo millenio. Dagli Stati Uniti al Canada, dalla Scozia alle Alpi, gli scalatori di muri d'acqua si moltipicano ogni giorno. Nonostante la tecnica potrebbe scoraggiare i nuovi arrampicatori: ramponi ai piedi e due piccozze nelle mani. In libreria dal 15 gennaio, il libro di Mario Sertori "Alpine Ice. Le 600 più belle cascate di ghiaccio delle Alpi" si appresta a diventare una guida indispensabile per tutti gli ice-climber.
Pioniere dell'ice-climbing con più di cento prime ascensioni su cascate, guardacaccia e guida alpina, Mario Sertori ritorna in libreria dopo "Cascate" e "Solo granito". Primo nel suo genere in Europa, "Alpine Ice" descrive le più belle cascate di ghiaccio delle Alpi, dalla Francia alla Svizzera, dall'Austria alla Slovenia, all'Italia. Il libro è una guida autorevole per "cascatisti evoluti", scritta in collabotazione con alcuni dei più importanti ice-climber europei come Patrick Gabarrou, Ueli Steck, Ezio Marlier, Beat Kammerlander e Peter Podgornik.In 446 pagine a colori, Sertori ha analizzato e fotografato 600 itinerari, non tralasciando il problema della sicurezza. "Perché se si fanno le cose come si deve, seguendo le regole e con l'accortezza necessaria - spiega Sertori - c'è meno incoscienza nel salire su una cascata di ghiaccio che nel guidare come fanno certi automobilisti in autostrada."Il libro è percorso dall'elogio alla prudenza. Ci ricorda che sport come questi sono possibili se l'uomo è preparato e si affida a una attrezzatura adeguata. E ci consegna spettacolari immagini d'azione e di panorami.Infondo se l'ice-climbing sta diventando popolare è anche merito di Sertori che ci invita "al viaggio, agli incontri e alla scoperta di ghiacci lontani e poco conosciuti."
Jenny Maggioni

Foto courtesy cascatedighiaccio.it

Titolo: Alpine Ice. Le 600 più belle cascate di ghiaccio delle Alpi



















Autore: Mario Sertori


















Casa Editrice: Versante Sud


















Pp.: 446 a colori


















Prezzo: 31,50 euro









































































AUSTRALIA IN LUTTO
E' morta a 93 anni Nancy Bird Walton



















E' stata la pioniera delle donne pilota




































A soli 17 anni imparò a pilotare da Charles Kingsford-Smith, il primo uomo a sorvolare il Pacifico. L'anno scorso la compagnia di bandiera Qantas ha dato il suo nome al suo primo superjumbo A380

SYDNEY, 14 gennaio 2009 - E' morta ieri, a 93 anni, Nancy Bird Walton, la pioniera dell’aviazione: fu la prima donna in Australia a pilotare voli commerciali nel 1935.
La nipote Anna Holman ricorda così la nonna: "Era un'ispiratrice eccezionale per le donne di tutta Australia, oltre che ottima cuoca".
Nancy fu allieva del mitico Charles Kingsford-Smith, il primo pilota a sorvolare il Pacifico. Lei aveva solo 17 anni, era piccola e minuta e doveva usare un cuscino per raggiungere i comandi, ma due anni dopo, conseguita la licenza, era diventata la piu’ giovane donna pilota nel Commonwealth.
Come pilota dell'ambulanza aerea per aree remote dell’entroterra, si guadagnò il soprannome di ‘angelo dell’outback’. Nel 1950 fondo’ l’Australian Women Pilots Association, e nel '97 è stata inclusa fra i ‘tesori viventi’ dal National Trust, che protegge il patrimonio storico. L'anno scorso la compagnia di bandiera Qantas ha dato il suo nome al suo primo superjumbo A380.
La vicepremier australiana Julia Gillard ha detto di lei: "Sin dal suo primo volo, ha aiutato a sfatare il mito secondo cui pilotare aerei sia dominio dei soli uomini’’.




































Da il Gazzettino Belluno




































La Santanchè: «Un aeroporto a Cortina»


















Ma il sindaco frena: «Decida la gente»


















di Bruno De Donà


















CORTINA (7 gennaio) - Un aeroporto per Cortina. Più che un’idea, è l’obiettivo che l’onorevole Daniela Santanchè si ripropone di raggiungere. In vacanza nella "perla" delle Dolomiti, di cui è affezionata ospite da una ventina d’anni, la leader del "Movimento per l’Italia" si accinge dunque a una battaglia non facile, ma che affronta con il deciso piglio che le è consueto. Parte da una considerazione che dovrebbe dare la spinta al suo progetto: «Cortina ha un’importanza tale come polo turistico a livello internazionale per cui deve assolutamente munirsi di una struttura aeroportuale. Basti solo dire che, rimanendone priva, non è in grado di essere veramente competitiva con una Sankt Moritz. Per questo motivo va concepito un chiaro disegno da collocare nell’agenda politica».Sbaglierebbe chi pensa a una semplice intenzione buttata lì sul futuro della conca ampezzana. Santanchè si sta infatti già attivando per i necessari contatti. «A giorni - preannuncia - ne parlerò con il sottosegretario Brambilla. E vorrei che anche il sindaco si facesse carico della questione». Ma Franceschi, interpellato sulle concrete possibilità di mettere le ali al progetto, mette subito le mani avanti. «Ritengo che prima di procedere su una simile strada sia necessario ricercare la condivisione con la comunità locale. È importante che l’onorevole Santanchè venga a parlarne, ma noi su tale argomento abbiamo brutti ricordi e serve una riflessione, analizzando pro e contro».Ciò a cui allude il primo cittadino è ben presente nella memoria locale. Un aeroporto a Cortina, realizzato dalla società Aeralpi, con principale azionista il conte Cesare Acquarone, c’era. Fu inaugurato nel 1962, con voli regolari fino al ’68. Alla morte di Acquarone, in quello stesso anno, rimase inutilizzato fino al 1975. L’attività riprese e un servizio di linea andò a collegare Cortina a Bolzano, Venezia e Milano. Un incidente, causato da forti raffiche di vento in fase di decollo, determinò nel giugno 1976 lo schianto al momento del decollo di un Cessna 206 privato. Perirono tutte e sei le persone a bordo. Fu l’ultimo volo e la fine dell’aeroporto.Ultimamente imprenditori privati stranieri, attraverso Arturo Bauce, pilota di Borca, si erano fatti avanti con la proposta di finanziare un nuovo centro aeroportuale. In cambio la richiesta di ottenere il permesso di costruire un albergo a 5 stelle. Andò subito tutto a monte. Ora ci riprova Daniela Santanchè. E a quanto preannuncia non intende mollare, pronta anche ad una crociata per persuadere contrari e indecisi. «Cortina è un posto unico - spiega l’onorevole - e bravi sono stati i sindaci che si sono succeduti nel preservare le bellezze naturali. Eppoi per fortuna c’è il presidio delle storiche Regole».Eppure questa splendida località dolomitica veneta vuol cambiare regione. «Sono contrarissima», sbotta. «Le motivazioni sono ispirate alla mera convenienza economica. Nulla di ideale». Ma gli Schuetzen, i pellegrinaggi a Innsbruck, la fedeltà alla patria tirolese durata secoli, dove li mettiamo? Risponde con una battuta: «Anche Torino un tempo era capitale. Allora pure i piemontesi dovrebbero avanzare rivendicazioni. Per carità, sono anacronistici. E non la spunteranno con le loro rivendicazioni».In alternativa? «Imparare ad essere prima di tutto italiani, al di sopra di ogni ideologia e nostalgia. È la linea di partenza per cimentarsi col futuro».
Invia Stampa

COMMENTI (26)
Scrivi
REFERENDUM VIRTUALE SU FACEBOOK
stiamo facendo 1 primo referendum che seppure con tutti i suoi limiti vuole misurare il polso alla situazione e sollevare 1 dibattito. aderisci al gruppo " CORTINA D'AMPEZZO: referendum "aeroporto SI" o "aeroporto NO"? vota "p.s. si' sappiamo che la Santanche' e' la Santanche', ma il punto interessa molti, chi ci lavora e chi ci vive, e chi viene a cortina in vacanza e con amore x la cittadina.mr Leonardo Barbara
commento inviato il 10-01-2009 alle 16:23 da unuomounaleggenda@yahoo.it

evviva l'aeroporto!
caliamo un velo pietoso sulla Santanchè e il vippame che pensa di sapere tutto di Cortina e non sa nulla...ma l?aeroporto è indispensabile per una stazione come la nostra , che vuole e deve avere un respiro internazionale. Ho girato il mondo con gli sci. Ho visto tutta l'Europa, il Sudamerica, l'Australia e il Nordamerica: laereo per arrivare a sciare è strategico! ovviamente i voli vanno regolamentati per non influire troppo sull'ambiente ma si può e si deve fare. Mi fanno ridere quelli che parlano di zaini e fatica. il turismo in montagna non è solo questo e per trasmettere cosa significa montagna a chi non lo sa prima bisogna portarcelo. Ci sono già abbastanza fondamentalismi al mondo, non aggiungiamoci quello di chi ha centinaia di altri postii incontaminati da visitare, posto che laeroporto sarebbe più fruibile del treno e funzionerebbe con un ruigido controllo dei modi e degli orari di volo. Anche Kristian Ghedina, che ha girato il mondo e ama molto la sua terra ed è un ragazzo intelligente, si è dichiarato favorevole. Speriamo che l'aeroporto si faccia e presto!
commento inviato il 10-01-2009 alle 13:24 da Giorgio

FIAMES
La Santanchè non mi sta simpatica ma erchiamo di non dire sciocchezze:1) L'incidente del 1976 a Fiames è tutto da dimostrare che avesse a che fare con l'aeroporto definito sarcasticamente "supersicuro".Gli aeroporti sono sicuri tanto quanto lo sono i piloti.Operare con un Cessna 206 (aeromobile carente di potenza) praticamente a pieno carico, in una giornata di Maggio da un aeroporto come quello di Cortina è operazione altamente critica che richiede perizia.Se ogni volta che avviene un incidente aereo si chiude il relativo aeroporto, staremmo freschi nel mondo.2) L'aeroporto di Fiames esiste ,come esistono aeroporti in altre famose località sciistiche d'Europa.Aeroporti che essendo in montagna richiedono un particolare addestramento ed una particolare attenzione.Basta imporre ambedue le cose tramite apposite norme.In ogni caso utilizzarlo solo per farci parcheggiare i campers è un classico spreco di risorse in cui noi italiani siamo specialisti.Oggi a ricostruire una struttura del genere non ci vogliono meno di 5 milioni di euro. Ci sono centinaia e centinaia di comuni in Italia che pagherebbero oro per avere una struttura come quella di FIAMES .Lupo Rattazzi
commento inviato il 09-01-2009 alle 18:49 da lupo.rattazzi@tin.it

santan..chi????
...a giorni ne palerà col sottosegretario brambilla..manca solo che coivolga la carfagna ed ecco pronto cast e storiella per il prossimo film di de sica. e i nip(non impotant person) si preocupano di crisi,di disocupazione,cioè di vivere...!
commento inviato il 09-01-2009 alle 13:33 da giorgio

O ferrovia o aeroporto!
si', neanche a me piace la santanche',ma a cortina ci lavoro da molti anni e vedo ke i nuovi milionari ke spendono soldi facendo lavorare tutti qui (a me personalmente nn piacciono) non sempre sono disposti a farsi dall'aeroporto di Venezia a Cortina in auto. Lo so ke x ki vive con uno stipendio normale sembra un NON problema,ma cortina con i suoi alberghi d super lusso ha bisogno di super clienti che super spendano, sono loro ke creano lavoro x tutti.BAsterebbe 1 aeroporto (e' dismesso,esiste ancora la pista) x aerei da 30-40 posti, non pensate a qualcosa come malpensa. e/o prendere in consideraz d ripristinare la tratta calalzo cortina mettendo treni panoramici come il trenino del bernina...Qualcosa s deve fare, la non scelta e' sempre la peggiore delle scelte !
commento inviato il 09-01-2009 alle 13:07 da unuomounaleggenda@yahoo.it

CARA ONOREVOLE...
Che noia sentirvi parlare di queste cose in un momento in cui il mondo va a pezzi. Le guerre uccidono centinaia di bambini, alcuni (troppi) non possono sfamare i loro figlie e di cosa si occupa il giornale???: Di Cortina. BASTA siamo stanchi, quei 4 soldi che avete non riuscite neanche a goderveli visto che siete sempre a dieta e a preoccuparvi del vs apparire. pensate che noi, persone normali, possiamo mangiare tutte le cose che vogliamo senza ingrassare, ci divertiamo perchè andiamo a mangiare una pizza con gli amici, ci fa felici vedere un bel film, e soprattutto speriamo che la montagna sia il posto dove gustarsi un po' di neve davanti ad una bevanda calda...dei vs desideri (inutili perchè tanto rimarrete sempre dei grandi infelici) non ce ne frega nulla!
commento inviato il 09-01-2009 alle 10:42 da marta lori

Certa gente che si crede un VIP solo perchè va in qualche trasmissione televisiva dovrebbe parlare dopo che ha vissuto in montagna almeno 5 anni e non 5 giorni tra natale e capodanno.
commento inviato il 08-01-2009 alle 19:31 da luca

Signora faccia come noi che amiamo davvero la montagna: scarponi zaino e pedalare... se no rimanga a casa sua
commento inviato il 08-01-2009 alle 18:00 da marilena

aeroporto a Cortina
perche' non ristabilire la ferrovia Calalzo Cortina? questo si che migliorebbe il traffico e diminuirebbe l'inquinamento .Non credo che un aeroporto potrebbe migliorare l'economia di Cortina, chi ama Cortina viene per godersi il silenzion della montagna.
commento inviato il 08-01-2009 alle 17:36 da Hedy Ciani

Volareeeee...ho... ho
la signora Santanche' come donna e' interessante, un po' meno la sua idea dell'aeroporto.Normalmente io impiego due ore per attaccare il sentiero, cammino per altre sei/sette ore ed impiego altre due ore per tornare in pianura. Mi concedo se riesco per questioni di tempo una visita alla libreria del centro,sempre fornitissima.Per godere delle bellezze di Cortina ritengo ritengo non si debba pagare solo un prezzo economico ma debba richiedere qualche sacrificio propedeutico ad un coretto approccio con l'ambiente. Struscio ,seconde case e festini in baita possono avere un senso se gratificati da un poco di fatica.Il "mondo romano con i suoi nani e ballerine gia' intasa Cortina due volte l'anno per propiziare i suoi riti desueti. Se diventa piu' facile raggiungerla non sapremmo dove metterli tutti e sarebbe insopportabile il dover obbligatoriamente ascoltare "a ma so ar rifugio, qui e' bello forte ma e fettuccine nun le fanno come da noi". Aerei?No meglio un trenino stile Bernina
commento inviato il 08-01-2009 alle 17:32 da mauro garolla

PROPOSTA
Ritengo sia più fruttuoso, per il nostro eil suofuturo, un trapianto di cervello per l'on.(?) in questione, poverina, non sa più cosa fare per fare parlare di sè....non vorrei vederla nuda sul Colosseo pur di fare notizia!!!!!!Dateci gli scarti degli altri Paesi:il 100 dei rappresentanti scandinavi, uno qualsiasi... (snip)
commento inviato il 08-01-2009 alle 17:06 da paola

Un nuovo volo Santanché-Cortina
Dopo il volo Roma-Scajola ecco il volo Roma-Santanché-Cortina!!! Io fossi in loro raderei al suolo il Pomagagnon, tanto che ci sta lì a fare? Fa solo ombra...E al suo posto un bell'hub internazionale, magari per la nuova Alitalia!!!
commento inviato il 08-01-2009 alle 16:41 da Simon

idea terrificante
L'IMPATTO AMBIENTALE SAREBBE DISASTROSO.La disonorevole Santanchè, se ama tanto Cortina e le Dolomiti, può continuare a sobbarcarsi la "fatica" di un viaggio in auto o magari, chissàmai, in treno e bus...Basta con lo scempio delle nostre montagne! Basta con la montagna firmata!
commento inviato il 08-01-2009 alle 15:48 da Giacomo

Chi ama la montagna le lasci il suo silenzio!
Non bastavano gli elicotteri per sci-alpinisti, le moto da trial a qualunque quota, i gipponi per andarsi ad abbuffare nei rifugi a 2000 metri con la famigliola urlante e tutt'altro che dsposta a sobbarcarsi la fatica di una salita a piedi. Ora anche la proposta di un aeroporto nella conca ampezzana, tra meraviglie naturali quali le Tofane, il Cristallo, il Sorapiss... Sono indignato, inviperito, vorrei che la gente cominciasse a distinguere tra Very Idiot Persons e Very Intelligent Persons, categorie entrambe presenti anche tra i VIP del Jet-Set!
commento inviato il 08-01-2009 alle 15:29 da Lucio Angelini

Faccia di bronzo
VICENZA (7 gennaio) - Il freddo intenso di questi ultimi giorni è tra le cause della morte di due uomini in Veneto: un pensionato ri Rovigo che viveva in un'abitazione priva di riscaldamento e un senzatetto a Vicenza, trovato cadavere dai medici del Suem in un ricovero precario che si era ricavato nell'area dismessa della ex corte Pellizzari. Senza commento la proposta VIP della Santachè.
commento inviato il 08-01-2009 alle 13:53 da cesare

Ma a cosa pensano i nostri politici?
Prima di pensare all'aeroporto, dovrebbero migliorare le strade che abbiamo in montagna e che richiedono una continua e costosa manutenzione, e poi eventualmente sviluppare la ferrovia. La nostra classe politica spesso è totalmente scollegata alla realtà.
commento inviato il 08-01-2009 alle 13:26 da ADRIANO

Areoporto a Cortina speriamo di no.....
ho letto l'articolo dell'On. Santanchè, sono rimasto senza parole, con tutti i problemi che affliggono il nostro paese: mafia, disoccupazione, corruzione, recessione, gli stipendi che non bastano, scuole che cadono a pezzi e chi ne ha piu' ne metta e l'On. pensa all'areoporto a Cortina, certamente non sarà per noi umili operai e poi deturpare la perla delle dolomini solo per dare ai ricchi la possibilità di arrivare a Cortina in minor tempo! Che facciano anche loro un pò di coda sulle strade, con ghiaccio, neve, pioggia, interruzioni, così si renderanno conto di cosa vuol dire restare in colonna. Come ha detto il signor Paolo in un precedente commento, "che rafforzino la ferrovia", pensate solo che da Padova a Callzo si impiega 4 ore e poi 40 minuti di autobus da Calalzo a Cortina. In conclusione spero che il Signor Sindaco di Cortina e gli ampezzani si oppongano a questo progetto e che i Verdi si facciano sentire. Cordiali saluti
commento inviato il 08-01-2009 alle 13:13 da Guglielmo

Forse è meglio ripristinare la ferrovia..
Leggendo l'articolo la prima impressione è quella di una "boutade". Non credo che a Cortina ci sia bisogno di un aeroporto, c'è già un servizio di elicotteri da Venezia e chi se lo può permettere (beato lui) lo usa.Se lo stesso entusiasmo l'On.le Santanché lo utilizzasse per sponsorizzare il ripristino della ferrovia da Calalzo a Cortina (p.s. a Sant Moritz c'è anche il treno...), forse riscuoterebbe maggior consenso tra gli ampezzani, che regolarmente sono costretti a leggere sui giornali le sparate nartalizie del Vip di turno...
commento inviato il 08-01-2009 alle 12:13 da Paolo

A quando una tribù di masai di alta montagna ?
La santanché è semplicemente indecente, nella proposta dell'areoporto e nella opposizione al trasferimento di regione. Cosa non si farebbe per la visibilità!Non mi soprenderebbe che, a forza di tentativi di colonizzazione, un giorno o l'altro arrivi la proposta di "proteggere" la popolazione locale istituendo una riserva di "masai di alta montagna" che in stagione e a gettone facciano uno spettacolino per appagare la curiosità dei visitatori ?
commento inviato il 08-01-2009 alle 11:59 da Andrea

onorevoli & co
Da sempre tutti questi personaggi, indubbiamente famosi e più o meno intelligenti, che possono trascorrere le loro vacanze a Cortina, si sentono in diritto di dare "preziosi consigli" su come miglirare quello che, prima del loro arrivo, era un paradiso. La cosa che mi sgomenta è che prima o poi la spunteranno loro.....
commento inviato il 08-01-2009 alle 10:37 da Valerio Nito

Le cose dei matti....
Non ho parole per esprimere lo sdegno. Invece di pensare a come far funzionare bene le cose che già ci sono, questa se ne esce con l'ennesima assurdità. Ma come si fa solo a pensare ad un'atrocità del genere? Rumore, inquinamento, pericolo, impatto ambientale, disagio per gli abitanti ecc... Per cosa? Per far arrivare i vip in aereo? Questo dimostra solo spregio per la natura, altro che chiacchiere!
commento inviato il 08-01-2009 alle 10:28 da Francesco

cortina-santanchè
non è abbastanza inquinato 'sto mondo! e sopratutto il loro mondo!perkè non pensano a fare del bene invece: ke vadano a passare le vacanze al 3^ mondo piuttosto!cortina è bella così com'è e appunto xkè si trova in mezzo alle montagne e ci vuole più tempo x arrivarci è ancor + bella!assolutamente no! all' aeroporto!
commento inviato il 08-01-2009 alle 10:03 da mariapia

Aeroporto a Cortina...e il porto navale?
.... E un porto navale per le barche a vela o motoscafi a Cortina, perche no!? Che resti a casa sua la Santanchè....e tutti i suoi simili…e i spaghetti VIP che insozzano Cortina.. No grazie!
commento inviato il 08-01-2009 alle 09:05 da Della Betta Giancarlo

Che vadano in vacanza in macchina questi politici... (snip)
commento inviato il 08-01-2009 alle 08:47 da Fabrizio

fuori con tutto
uno si laurea in Chimica e Tecnologia Farmaceutivhe a Padovasi fa un mazzo così x trovare un lavoro...schifato dall italia emigra all esterocon tutte le difficoltà e i sacrifici che ciò comporta......ma......spera sempre di poter tornare nel suo ricco e prosperoso Veneto un bel giorno......e invece cosa legge sui giornali ? (ne leggo tantissime x la verità....ma questa mi ha particolarmente colpito....x la sua idiozia, ovviamente)che l on (onorevole poi......bisognerebbe abolire sto titolo ridicolo) santanchè (scrivo minuscolo per spregio) nn ha di meglio da proporre che l aeroporto a Cortina..........ci sarebberro così tanti problemi da risolvere: mafia in primis, corruzione, il sistema giustizia e chi ne ha + ne metta.........ma Cortina, l aeroporto........x chi ?x i "VIP" che vanno a fare i "personaggi" in estate e inverno ?no gò paroe.........son completamente senza parolepenso solo che ill parlamento italiano sia l utlimo posto in cui i problemi della gente possan esser risoltinon è che possiam rifare un trattato di Campoformio e tornare sotto l Austria ?
commento inviato il 08-01-2009 alle 02:14 da Tomaso Albinoni


Mah!!!
Se non è l'ennesima boutade per animare il fuoristagione che sta iniziando, è l'ennesima prova del destino di questa povera colonia che si chiama Cortina, manipolata, impastata, infornata, cotta e mangiata sempre dai soliti "amici", che pensano di essere arbitri delle sue fortune. Proviamo a chiedere l'opinione, oltre che ai nomi che contano, anche a coloro che grazie all'aeroporto "supersicuro" di Cortina persero i loro cari nel 1976!...
commento inviato il 07-01-2009 alle 20:15 da ernestomajoni
Avionews 12:14 - mercoledì Fivu:


















Incontro con Giuseppe Leoni, presidente dell'Aeci


















Castiglione del Lago, Italia - Certamente utile per chiarire i reciproci punti di vista e individuare i primi, importanti argomenti di lavoro(WAPA) - "Alla vigilia dell'Epifania una piccola delegazione della Fivu (Federazione italiana volo ultraleggero), composta dal presidente Flavio Giacosa e dai consiglieri Claudio Chicco e Carlo Valeriani, è stata cortesemente ricevuta dal presidente dell'Aeci (Aero Club d'Italia), Giuseppe Leoni, nel suo studio di Vergiate (Varese). L'incontro, informale, è stato occasione di un ampio scambio di vedute sul mondo del Vds (Volo da diporto o sportivo) in generale e su alcuni suoi aspetti particolari che sono stati oggetto di specifica attenzione. Giacosa ha anzitutto manifestato viva preoccupazione per le sorti di alcuni campi-volo minacciati di imminente chiusura ed ha evidenziato, più in generale, come le problematiche urbanistiche ed edilizie, inerenti la compatibilità delle strutture utilizzate per il ricovero degli apparecchi con la prevalente destinazione agricola dei terreni sui quali insistono, siano di pregiudizio alla possibilità di sviluppo - e in alcuni casi di sopravvivenza- della nostra disciplina ed impediscano il sereno investimento in strutture più ampie e funzionali. Al riguardo Leoni, pur ricordando che la materia urbanistica è delegata dalla legge alle Regioni, e in alcuni casi alle singole Province, e che è imprescindibile il rispetto di normative sulle quali l'Aeci non ha competenza né possibilità di intervento, ha tuttavia preso atto della problematica e si è riservato di attivare l'Ente per monitorare lo stato complessivo delle strutture in attività ed eventualmente esaminare i casi che necessitino di attenzione, purché riferibili a soggetti associati all'Ente (Enti federati o aero club). Si è poi affrontata la tematica della formazione, con particolare riguardo al percorso di qualificazione dei nuovi istruttori e al loro concreto inserimento nelle scuole. In relazione Giacosa ha rilevato come i metodi di formazione e di selezione finora adottati producano sicuramente un congruo numero di istruttori ma come la formazione sia sovente vissuta come un corso di volo avanzato o di perfezionamento e il risultato sia la cronica mancanza di istruttori disponibili nel momento in cui le scuole ne hanno reale necessità. Data questa situazione la Fivu ha anticipato l'intenzione di elaborare e sottoporre all'Aeci una proposta complessiva che consenta di accrescere la preparazione dei neo insegnanti, di motivarli maggiormente e di permettere lo svolgimento di tale percorso in più aree geografiche e con tempi che siano compatibili con le attività delle scuole e dei futuri istruttori. Si ritiene, in questo modo, di facilitare da un lato gli aspiranti istruttori e di permettere di arrivare a tale qualifica solo a coloro che effettivamente intendono esercitare questa fondamentale attività. Sul punto Leoni ha manifestato qualche preoccupazione per il rispetto di standard e criteri uniformi, nonché per la qualità di alcune scuole attualmente oggetto di verifica, ma si è detto disponibile ad esaminare nuove proposte di concerto con il direttore generale. Qualche dissonanza si è manifestata riguardo al ruolo dei club Vds e alla funzione propria della Federazione. Al riguardo il presidente dell'Aeci ha ripetutamente osservato con rammarico che sono ancora pochissime le associazioni sportive Vds che hanno aderito all'invito di diventare Aero Club federandosi all'Aeci, e ciò malgrado la politica adottata dall'Ente anche sotto il profilo dei costi di associazione, ridotti rispetto a quelli di semplice aggregazione. E non ha mancato di sottolineare che l'attenzione dell'Ente è riservata ai 'Suoi' componenti e non può essere concentrata su chi sceglie di rimanerne estraneo. La Fivu, che nasce e vive nel mondo Vds, ritiene invece fondamentale riconoscere la realtà dei numerosi campi volo che, per svariate ragioni, non possono diventare 'Aeroclub' e che tuttavia formano, nel loro complesso e con i loro tesserati, la stragrande maggioranza del popolo dei piloti italiani. Per meglio approfondire questi ed altri aspetti del mondo Vds è stato deciso di organizzare già nel mese di febbraio, presso la sede romana dell'Aeci, una riunione estesa agli enti aggregati non riferibili alla Fivu per raccogliere pareri e verificare le concrete esigenze del settore. In sintesi, un incontro certamente utile per chiarire i reciproci punti di vista e individuare i primi, importanti argomenti di lavoro". (Avionews)
(006) 090107121437-1098297 (World Aeronautical Press Agency - 07-Gen-2009 12:14)






































Da Il "MONFERRATO" Articolo di Cultura



















Palli, D'Annunzio, Bistolfi, Morbelli, Celoria, la grande guerra





































Casale - 05/01/2009
Alle 21,30 di venerdì 9, al ristorante Cave di Moleto di Ottiglio si terrà l'incontro su





































"il volo su vienna e altre storie",





































relatori Dionigi Roggero, Roberto Coaloa e Luigi Angelino, per il ciclo "Undicimila verbi"
***



















-La Grande Guerra è considerata dagli storici una vera catastrofe della storia europea, il tramonto della Belle Époque e il naufragio della civiltà moderna. Alla vigilia del conflitto, l’uomo europeo era orgoglioso di appartenere a una civiltà trionfante ovunque nel mondo. L’Europa era imperiale, monarchica e, in Francia, repubblicana. La cultura, però, e il modo di sentire la vita, la univano indissolubilmente. Nel 1918, quando la guerra finì, l’uomo europeo aveva perso l’orgoglio della propria superiorità, ed anzi aveva scoperto l’angoscia di un futuro senza speranza.
Tuttavia i contemporanei vissero la Grande Guerra come un’avventura eroica, non sapendo che era l’ultima. In Italia essa fu vissuta esemplarmente da Gabriele D’Annunzio. Famoso è il discorso di Quarto del 5 maggio 1915, «quello scherzo letterario con cui l’Italia entrò in guerra» e aprì la stagione bellica del poeta come dell’Italia. Attorno al Vate (che passò dalla sterile figura del retore all’azione del soldato quando, il 19 giugno 1915, il Bollettino ufficiale militare pubblica la nomina di D’Annunzio a tenente di complemento nel reggimento dei lancieri di Novara) si schierò tutta una nazione.
L’Italia intera fu presa dal fervore patriottico e fu favorevole alla guerra: a seguire la campagna interventistica dannunziana ci furono i baldanzosi e giovani soldati ma anche molti intellettuali.
Il Monferrato può essere un originale laboratorio, un campo d’indagine fecondo, per lo storico che voglia ricostruire il contesto sociale, culturale e antropologico entro il quale maturò e crebbe quella che è ritenuta dagli storici una delle più tragiche esperienze del Novecento. Lo stesso D’Annunzio ebbe un legame speciale con il Monferrato negli anni della Grande Guerra. Le righe che seguono raccontano il rapporto tra il poeta e Natale Palli, notando come tutto un mondo, rappresentato ad esempio dallo scultore Leonardo Bistolfi e dal pittore Angelo Morbelli, abbia aderito spiritualmente alla folle corsa del conflitto mondiale.
Il 25 marzo 1917, il giornale “Il Monferrato”, riportò in prima pagina le grandiose manifestazioni di Milano in onore della “Brigata Casale”. Esse «furono pensate e volute, energicamente volute dall’illustre nostro collega e in giornalismo e nostro conterraneo E. A. Marescotti, di Cuccaro. È sono riuscite imponenti, né diversamente poteva avvenire, quando si abbia presente che a Marescotti si debbano le grandiose onoranze, a Milano e in tutta Italia, a Giuseppe Verdi nel centenario della nascita dell’illustre Maestro: quando si ricordi che a Marescotti si deve la imponente manifestazione a Milano in onore di Cesare Battisti».
A Milano, un’intera giornata di festa fu dedicata alla “Brigata Casale”; la giornata si concluse al conservatorio, nella sala dedicata a Verdi, dove fu consegnata la statua di Leonardo Bistolfi.
Tra i tanti presenti c’erano due grandi monferrini: il senatore Giovanni Celoria e il pittore Angelo Morbelli.
Natale Palli nacque a Casale Monferrato il 24 luglio 1895. Nel 1912, conseguita la licenza all’Istituto Leardi (l’aula magna dell’Istituto è a lui dedicata), si iscrisse al Politecnico di Milano. Mentre continuava gli studi, nel 1913, si arruolò come volontario per un anno nel 68° Reggimento Fanteria a Milano. Terminato il servizio, con l’entrata in guerra dell’Italia nel 1915, conseguì a Cameri (l’aeroporto è intitolato a lui e al fratello Silvio) il brevetto di pilota aviatore. Nell’autunno è sul fronte di guerra, dove gli è assegnato l’aereo di progettazione francese Caudron G/III con il quale esegue importanti ricognizioni. Nel 1916, Natale Palli fu assegnato alla 48a squadriglia di Belluno, da dove si alzò in volo con il nuovo Caudron bimotore G/IV con cui sorvolò le Alpi raggiungendo le linee nemiche. Nell’estate dell’anno successivo nei campi di aviazione di Gallarate e di Furbara si cimentò nella guida di altri velivoli. A Ponte San Pietro, dove si allenò su un altro nuovo aereo, fu chiamato dagli alti comandi alla difesa della città di Verona nella drammatica ritirata di Caporetto e poi a Roma per una serie di ricognizioni fotografiche sull’Adriatico.
Il 9 agosto 1918 fu una data memorabile nella storia non solo dell’aviazione: Palli guidò l’aereo sul quale viaggiava D’Annunzio nel leggendario volo su Vienna (ripetuto nel 2008 dall’Aero Club Palli di Casale Monferrato nel 90° anniversario). Partita da San Pelagio (Padova) l’87a squadriglia “La Serenissima”, composta da sette monoposto e un aereo dello stesso tipo pilotato da Palli e adattato a biposto per accogliere Gabriele D’Annunzio, raggiunse la capitale dell’impero austro-ungarico per lanciare dei manifesti in cui il Vate aveva scritto:
«In questo mattino d’agosto, mentre si compie il quarto anno della vostra convulsione disperata e luminosamente incomincia l’anno della nostra piena potenza, l’ala tricolore vi apparisce all’improvviso come indizio del destino che si volge.
Il destino si volge. Si volge verso noi con una certezza di ferro. È passata per sempre l’ora di quella Germania che vi trascina, vi umilia e vi infetta. La vostra ora è passata. Come la nostra fede fu la più forte, ecco che la nostra volontà predomina. Predominerà sino alla fine. I combattenti vittoriosi del Piave, i combattenti vittoriosi della Marna lo sentono, lo sanno, con una ebrezza che moltiplica l’impeto. Ma se l’impeto non bastasse, basterebbe il numero; e questo è detto per coloro che usano combattere dieci contro uno. L’Atlantico è una via che non si chiude ed è una via eroica, come dimostrano i novissimi inseguitori che hanno colorato l’Ourcq di sangue tedesco.
Sul vento di vittoria che si leva dai fiumi della libertà, non siamo venuti se non per la gioia dell’arditezza, non siamo venuti se non per la prova di quel che potremo osare e fare quando vorremo, nell’ora che sceglieremo.
Il rombo della giovine ala italiana non somiglia a quello del bronzo funebre, nel cielo mattutino. Tuttavia la lieta audacia sospende fra Santo Stefano e il Graben una sentenza non revocabile, o Viennesi. Viva l’Italia».
Il 3 ottobre 1918, alle ore 15.50, «sull’azzurro e terso cielo del Monferrato», come ricorda un giornale locale, Palli e D’Annunzio sorvolarono Casale Monferrato su «un magnifico apparecchio aereo della gloriosa “Serenissima” », che fu visto sopra la città all’altezza di circa 200 metri. «L’aeroplano dai colori nazionali proveniente da Torino era in rotta per Milano. Su di esso trovavasi il poeta della quarta Italia, Gabriele D’Annunzio, il quale con squisitezza di sentire, con nobiltà di sentimenti pari alle sue grandi gesta che ha compiuto e che compie pel nostro paese, ha voluto inviare alla nostra città un messaggio così concepito: UN SALUTO D’AMORE E DI RICONOSCENZA ALLA NOBILE CITTÀ DOVE NACQUE IL MIO PICCOLO GRANDE FRATELLO NATALE PALLI, MENTRE PASSIAMO SOPRA LE SUE CASE TORNANDO DALLA BATTAGLIA D’OCCIDENTE DOVE I NOSTRI PROLUNGANO LA GLORIA DEL PIAVE E DEL GRAPPA. GABRIELE D’ANNUNZIO 3 OTTOBRE 1918». Il Vate lanciò questo saluto in un astuccio di latta legato con quattro nastri di color arancio «lunghi caduno un metro e cinquanta». Esso cadde «sul tetto prospiciente della Torre di S. Stefano» e raccolto dal tenente del Genio Vladimiro Abrate del Comando della difesa aerea e consegnato alle autorità. «Al caffè Rosignoli, alla confetteria Fratelli Grossi e dai Successori Prina è stato affisso copia del messaggio, letto con grande gioia dalla nostra cittadinanza». Il sindaco inviò al Vate il seguente telegramma: «Gabriele D’Annunzio – Maggiore squadriglia “Serenissima” Zona Guerra. Casale con riconoscente affetto ricambia al Poeta guerriero il saluto giuntole dal cielo messaggero di vittorie. Abbraccia Natale Palli con orgoglio di madre. Esultante segue col pensiero la marcia dei crociati dell’umanità verso il trionfo. Sindaco TAVALLINI».
Alla fine della guerra, Natale Palli, prima di riprendere gli studi universitari, volle concludere la carriera di pilota con il volo Roma-Tokio. Il 20 marzo 1919, Palli partì da San Pelagio per un volo di allenamento fino a Parigi. Sulle Alpi, però, incontrò una violenta bufera durante la quale il motore si arrestò. Riuscì ad atterrare con grande abilità su un ghiacciaio a 3400 metri di altezza. Per due giorni vagò cercando di scendere a valle, ma sfinito, proprio nell’avvicinarsi alle prime case, morì il 22 marzo. Il corpo fu raccolto dai montanari di Saint Foy in Savoia e trasportato a Casale Monferrato dove, il 27 marzo 1919, gli furono tributate solenni onoranze funebri alla presenza di un’immensa folla, dei piloti della “Serenissima” e di Gabriele D’annunzio.
Il Vate pronunciò un discorso in cui ricordò Natale Palli come il suo giovane amico ed eroe. Rivolgendosi alla città disse: «Popolo di Casale, il suo feretro per noi non è oggi nel mezzo della città dolorosa, ma è nel centro dell’antica cittadella fedele. Intorno a lui oggi si ricementa la cittadella dei Gonzaga con i suoi bei baluardi, con le sue cortine e le sue fosse e con nelle fosse il sangue di tutti i suoi asceti, il sangue di Francia, di Spagna, di Lamagna, il sangue di Savoia e di Monferrato.[…] Questo fanciullo bianco, dai capelli ondeggianti e dagli occhi di zaffiro, era l’ideal tipo latino del combattente, era l’esemplare perfetto della nuova giovinezza italiana in armi. Irreprensibile è l’epiteto che per lui ricorre sempre sotto la penna e nella bocca dei suoi capi. Roma lo dava ai suoi eroi raggianti. Era senza colpa, era senza macchia, senza ombra. Era tutto come la gemma del suo sguardo, era tutto tagliato in quel cristallo perspicace. Si pensa che egli sia il primo nato d’una generazione di uomini aerea, d’una gente che abbia abbandonata la terra per insaziabile amore dell’ala e viva di coraggio nelle correnti dell’aria intrepida. Era un Icaro e non poteva cadere; era un Icaro senza precipizio. Nel suo nome icario non si noma l’abisso del mare, ma il vertice dell’etere. S’è egli addormentato nella neve e sopra la più candida delle nuvole? Chi l’ha veduto così dormente? Chi ha osato a smuovere il suo sonno? Era la notte dell’Equinozio. Dormiva col guanciale dell’elmo poggiato sopra il braccio ricurvo. La sua attitudine era pura come il fiorire del fiore e come quei teschi che i costruttori d’eternità incidevano nelle pareti sotterranee dei loro sepolcri. Chi può chiudere tra quattro assi la freschezza della primavera? Chi può seppellire la forza della primavera nascente? Ora dico che egli non è qui, che non è tra i baluardi e le cortine della sua cittadella, come sognava. […] Salutiamo in piedi la giovinezza d’Italia perenne. O compagno, o capitano, o eroe, svegliati e alzati! Ti gettiamo il tuo grido, il nostro grido di battaglia: Allalà!»
Natale Palli fu decorato della Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia (per il volo su Vienna), della medaglia d’oro al Valor Militare nei cieli della Dalmazia e dell’Istria), di due medaglie d’argento (nei cieli del Tirolo e nell’Alto Adriatico) e due di bronzo (nei cieli delle Dolomiti e di Innsbruck), oltre alle croci di guerra italiana e belga.
A Casale Monferrato, in via Savio, all’angolo con via Sobrero, si trova l’ingresso dell’imponente casa Palli. Su un lato della casa, quello di via Sobrero, c’è un bassorilievo in bronzo inserito in una lapide marmorea dedicata all’intrepido aviatore. L’opera, inaugurata il 22 marzo 1922 (tre anni dopo la scomparsa di Natale Palli) è firmata da Leonardo Bistolfi. Si legge: «NATAL PALLI / COMANDANTE DELLA SERENISSIMA / DOPO GUIDATE / LE GLORIOSE AQUILE D’ITALIA / SUL CIELO DI VIENNA / E SU CENTO CAMPI NEMICI / CADDE / SUL MONTE POURRY DI SAVOIA / IN UN VOLO SUPERBO / DI GIOVINEZZA E DI ARDIMENTO DI FEDE».
Roberto Coaloa


















Dedalo NEWS 17 Dicembre 2008 - 6:21 am di: P. VarrialeNews




































Da oggi è operativo il nuovo portale di ENAC, raggiungibile all’indirizzo www.enac.it, che presenta con una grafica completamente rinnovata contenuti arricchiti e maggiore fruibilità, sottolinea una nota dell’ente, nel rispetto dei criteri di accessibilità per i diversamente abili. ENAC, prosegue il documento, «ha inteso fornire una panoramica completa su tutti gli aspetti inerenti il trasporto aereo» prestando una particolare attenzione ai diritti dei passeggeri, con informazioni che spaziano, ad esempio, dalla Carta dei Diritti agli articoli di cui è consentito l’accesso a bordo, alla black list comunitaria delle compagnie aeree, ai controlli di sicurezza ed agli scioperi. Pure, fra gli oltre 1000 documenti consultabili, « la mappa degli aeroporti principali con dati tecnici, di traffico e sulle società di gestione; le scuole di volo suddivise per regioni; la sezione ambiente con le problematiche ambientali riconducibili al trasporto aereo; le pubblicazioni dell’ENAC; tutto ciò che concerne la sicurezza come safety e come security con i programmi di controllo, vigilanza e manutenzione; il programma eE-Mor per la segnalazione di inconvenienti aerei; i vettori aerei nazionali; la possibilità di iscriversi alla newsletter dell’Ente per aggiornarsi sulle ultime novità; il glossario sempre in corso di integrazione con nuova terminologia; i rapporti con le istituzioni nazionali ed internazionali; l’aggiornamento delle attività parlamentari relative al comparto aereo; le procedure e le informazioni in merito al rilascio e al mantenimento delle licenze e dei certificati; la regolazione dei servizi di assistenza a terra (handling) e la certificazione delle società di handling; la normativa relativa all’assegnazione e gestione delle bande orarie (slot); i documenti attinenti l’operazione».






































PRESSO LA 46ª BRIGATA AEREA IL VIA ALLA SESTA EDIZIONE DELLA MOSTRA DI PITTURA GRAFICA E SCULTURA



















“AEROARTE 2008”


















Mostra di particolare interesse artistico intitolata ad Otto Pamio, artista di pregio ed ex Sott.le della 46ª.Magg. MATTIA Giorgio - PISA - 46^ Brigata Aerea del 16/12/2008




































Lo scorso 13 dicembre, presso il circolo Sottufficiali della 46ª Brigata Aerea, è stata inaugurata la sesta edizione della mostra di pittura, grafica e scultura denominata “Aeroarte 2008”, quest’anno intitolata alla figura di Otto Pamio, noto artista pisano scomparso recentemente, che aveva prestato servizio per diversi anni nella base pisana.Alla mostra partecipano, oltre ad artisti legati alla 46ª, anche diversi nomi di richiamo nel campo artistico della città di Pisa. Circa cento le opere esposte di 35 artisti, che spaziano dalla pittura (diverse tecniche), alla scultura fino alla grafica con temi a discrezione degli artisti che comprenderà anche una sezione dedicata ad opere a temi aeronautici che concorreranno per una premiazione a parte.Il generale Vitantonio Cormio, Comandante della 46ª Brigata Aerea, ha sottolineato l’importanza di questa iniziativa che, aprendo le porte al pubblico e collocandosi a pieno titolo nel mondo dell’arte, rappresenta un altro qualificante momento di unione e collaborazione tra il reparto e la città di Pisa alla quale è inscindibilmente legato.La giuria, presieduta dal generale Valtero Pomponi, conta numerosi nomi pisani di prestigio nel mondo dell’arte. Tra questi ricordiamo il pittore Enrico Fornaini, il pittore Giovanni Giuliani, lo scultore Paolo Rossi, i critici d’arte Sandra Lucarelli e Valeria Serofigli, ed il gallerista Massimiliano Sbrana.





































La mostra sarà aperta al pubblico tutti i giorni, a partire dal pomeriggio del 13 dicembre sino al 21 dicembre, dalle ore 16,30 alle ore 19,30. I visitatori potranno accedere alla mostra prenotandosi il giorno precedente al numero di telefono 050-928255 dalle 08,00 alle 16,30 dal lunedì al giovedì e dalle 08,00 alle 12,00 del venerdì.



















Il Corriere.it 10 12 08

Un australiano di 25 anni e un danese di 45 nel nord del Canada
Artico: due piloti salvati dopo incidente




































Il velivolo costretto a un atterraggio sul pack. L'aereo affonda, loro salgono su una lastra galleggiante


















MILANO - Una di quelle storie che 99 volte su cento finiscono male. E quella volta che finisce bene non si può fare altro che parlare di miracolo. Oliver Edwards-Neil, 25 anni, e Troels Hansen, 45, il primo australiano e il secondo danese ma entrambi di nazionalità svedese, che dovevano portare un piccolo aereo dall'Ohio (Stati Uniti) a Göteborg in Svezia, sono stati salvati da un peschereccio nel nord del Canada dopo un atterraggio di fortuna nel pieno della notte artica sul pack ghiacciato.
ATTERRAGGIO - Il loro Cessna Skymaster a due motori ha avuto un problema a entrambi i propulsori (un incidente raro) domenica scorsa mentre sorvolava lo stretto di Hudson tra l'isola Baffin e il nord del Labrador. I due piloti, decollati da Wabush, nella provincia canadese di Terranova a Labrador, e diretti a Iqaluit, hanno mandato un segnale di soccorso e in pochi minuti hanno tentato un atterraggio di fortuna. Ma dopo essere riusciti a portare giù l'aereo, il ghiaccio si è rotto e il velivolo si è inabissato. Per caso un'ala è rimasta sul ghiaccio e i due piloti sono riusciti a salire sul lastrone alla deriva largo non più di 50 metri. Subito dopo il Cessna è affondato del tutto.
SALVI - Hanno passato una notte a -20 gradi con la paura costante che la lastra, spessa solo 10 centimetri, si spaccasse o si capovolgesse. Senza contare il timore dell'arrivo di orsi bianchi. «Circa due ore dopo l'incidente abbiamo sentito un elicottero che veniva a soccorrerci», ha detto Edwards-Neil al Sydney Morning Herald da un letto dell'ospedale di Iqaluit, dove è stato portato insieme al compagno dopo il salvataggio per un principio di congelamento ai piedi. «Ma non poteva vederci per l'oscurità e noi non avevamo razzi di segnalazione». Per loro fortuna avevano tute termiche che li hanno protetti dal gelo. «Non pensavo facesse così freddo. Ho tremato e sbattuto i denti per ore, tenendoci stretti per riscaldarci e ripararci a vicenda dal vento. Siamo rimasti sempre in piedi, perché sederci sul ghiaccio avrebbe significato congelare», ha affermato il pilota australiano.
PESCHERECCIO - Alla fine, dopo 15 lunghe ore passate sul ghiaccio, i due sono stati salvati dal peschereccio Atlantic Enterprise mentre avevano iniziato a passare da un lastrone all'altro nel tentativo di raggiungere la terraferma che vedevano in lontananza a chilometri di distanza. La nave si trovava a 180 miglia di distanza (330 km) quando domenica pomeriggio ha captato l'Sos del Cessna. Ha abbandonato subito la pesca dei gamberetti per dirigersi alla massima velocità verso la zona in cui era avvenuto l'incidente.

















Paolo Virtuani


















Aereo (ElicotteroN.d.R) precipitato in Francia: online sito dedicato a vittime




































RIMINI: E' online il sito dedicato ai “ragazzi del SAR” coinvolti nell’incidente aereo in Francia dello scorso ottobre, all'indirizzo http://www.angelidelsar.it/.
Nell'incidente persero la vita 8 militari, tra cui il tenente Stefano Bazzo di stanza all'83esimo Csar di Rimini. Un'iniziativa non istituzionale, si legge nella presentazione del sito, per celebrare la vita e le gesta di quegli uomini di chi, attraverso il loro sacrificio e impegno quotidiano; difende gli ideali di salvaguardia della vita umana. All’interno, sono pubblicati i messaggi arrivati attraverso l’indirizzo e-mail dedicato: angelidelsar@angelidelsar.it.Nell’area video sono raggruppate le testimonianze d’immagini dedicate agli eventi che li hanno e li vedono coinvolti i ragazzi del SAR. Le pagine personali contengono i dati salienti e le quelle singole comunicazioni che li riguardano personalmente.
Newsrimini.it
e' una testata registrata Reg. presso il tribunale di Rimini n.7/2003 del 07/05/2003 redazione@newsrimini.it


















Da DEDALO NEWS 6 Dicembre 2008 - 7:39 pm di: G. Alegi News




































"Saluti, Franz" è il titolo della mostra inaugurata oggi presso il Museo Baracca di Lugo di Romagna per esporre la più recente aggiunta al già copioso epistolario dell’eroe: 24 cartoline, parte di un nucleo più vasto di proprietà dell’avv. Roberto Rotondi e che contribuiscono ad aggiungere tasselli alla conoscenza di "Franz", come Baracca era noto in famiglia ed agli amici. Nella stessa giornata il comune di Lugo ha rinnovato il gemellaggio, nato 40 anni fa, con quello di Nervesa della Battaglia, nel cui territorio Baracca cadde. La cerimonia ha visto la presenza dei sindaci Raffaele Cortesi e Fiorenzo Berton. Nella mattinata, infine, era stato presentato il libro "Il cielo di Campoformido", nel quale l’autore Roberto Bassi traccia la storia del campo friulano dalle sue origini sino all’armistizio dell’8 settembre.


















Da il Messaggero.it






































Il tifo viene dal cielo: stadio interdetto, ma tre tifosi aggirano il divieto con l'aereo

















Commenti
COSENZA (8 dicembre)
- Costretti a disertare lo stadio per decisione del Casm, che ha fatto disputare il derby di seconda divisione Lega pro Cosenza-Catanzaro (finito 0-0) senza tifosi ospiti, tre catanzaresi hanno voluto ugualmente stare vicini alla squadra e per farlo hanno sorvolato lo stadio San Vito con altrettanti ultraleggeri e gettando in campo una sciarpa giallorossa. I tre sono stati però fermati dalla polizia e portati in Questura per l'identificazione e la loro posizione è ora al vaglio degli investigatori. Una legge, infatti, vieta il sorvolo di luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive, ma il mezzo utilizzato (un ultraleggero) rende necessario capire se la norma sia applicabile anche a questi velivoli dotati di motore e di una vela per il volo ma senza struttura metallica. Il «volo» è avvenuto nell'intervallo della gara. I tre, con le vele gialle e rosse, sono passati sopra lo stadio e giunti sulla perpendicolare del centrocampo uno di loro ha fatto cadere una sciarpa, mentre gli altri due avevano uno striscione con la scritta «le aquile vi sovrastano sempre». Quindi si sono allontanati. La polizia li ha seguiti raggiungendoli in un campo nelle vicinanze dello stadio dove sono atterrati e prevenendo anche un eventuale intervento dei tifosi cosentini. I tre sono stati portati in Questura per l'identificazione.


















N.d.r.





































Nulla da dire sul tifo quando non è violento... Ma così facendo si guadagnano pessime figure e la proposta di qualche NOTAM di interdizione dello spazio aereo interessato per motivi di P.S.a danno di tutti.





































La mamma degli stupidi è sempre incinta. Soprattutto quella che fa parti plurigemellari di soggetti nati per complicare le cose semplici comeloera la legge 106 e le buone regole del VDS d'altri tempi...


















Tino Gianbattista Colombo





































Il Giornale.it
n. 292 del 2008-12-06 pagina 0




































Arrivano in Italia le Olimpiadi del volo


















di Marcello Di Dio


















Nel giugno 2009 nel cielo sopra Torino, Mondovì e i laghi di Avigliana la terza edizione dei World Air Games. Attesi oltre 400 concorrenti di 100 federazioni
È il più grande evento di aeronautica sportiva al mondo. Mongolfiere, alianti, acrobati dell’aria, deltaplani, paracadutisti, elicotteri e voli a vela o con il parapendio. Il cielo sopra Torino, Mondovì e i laghi di Avigliana saranno lo scenario dei World Air Games 2009. L’appuntamento con la terza edizione delle «Olimpiadi» del volo, indette e promosse dalla Fai, la Federazione Aeronautica Internazionale, sarà da 6 al 14 giugno prossimo: nove giorni di gare con oltre 400 concorrenti in rappresentanza di 100 federazioni.
Candidatasi per World Air Games il 1 giugno 2007, Torino ha ottenuto la vittoria sui quattro finalisti di Australia, Regno Unito, Russia, Danimarca. Al risultato hanno concorso la rispondenza ai requisiti Fai, il favorevole trascinamento dei recenti Giochi Olimpici Invernali torinesi e le credenziali della centenaria tradizione aeronautica italiana rappresentata, sul territorio torinese, da aziende di punta. Sono 25 le gare in programma, suddivise nelle 10 discipline che daranno vita ai giochi: aerostati, volo a vela, deltaplano, parapendio, paracadutismo, acrobazia aerea, elicotteri, ultraleggeri, velivoli experimental e modellismo. Sede principale dell’evento sarà l’aeroporto Torino-Aeritalia di Collegno, la prova delle mongolfiere avverrà nei cieli di Mondovì, dalle alture che circondano i laghi di Avigliana spiccheranno invece il volo deltaplani e parapendio. Riflettori puntati anche sul capoluogo, che accoglierà l’aeromodellismo indoor all’interno del Palaruffini. A fare da sfondo ai Giochi mostre, concerti e un festival del cinema a tema. La Rai garantirà due ore di diretta giornaliere, ma grazie al satellite chi si metterà davanti al computer potrà seguire via web in tempo reale l’andamento delle sfide su tracciati molto più avanzati di quelli visti per la Coppa America di vela.
“I World Air Games si propongono come un’occasione importante di visibilità per il nostro paese e rappresentano un riconoscimento sia alla sua vocazione sportiva, sia all’elevato grado di sviluppo tecnologico della nostra industria nel settore dell’aerospazio - sottolinea Giuseppe Viriglio, presidente del Comitato organizzatore che ha previsto un budget di 5 milioni di euro -. Abbiamo ricevuto tantissime richieste dall’estero, contiamo di avere 250.000 spettatori. Il mondo vive un momento di crisi economica, ma sarebbe sbagliato tirarsi indietro: abbiamo voluto questo evento e siamo riusciti ad organizzarlo grazie al sostegno del settore pubblico, che ci è stato vicino in termini di risorse e di aiuto». Nel corso della presentazione, il comitato organizzatore ha assegnato il riconoscimento «Ambasciatore del Volo» al 78enne attore francese Philippe Leroy. «Mi lancio col paracadute – ha detto l’ex Yanez della tv - perchè quando cominci non puoi più smettere». Durante la settimana di gare, invece, verrà ricordata la figura del deltaplanista Angelo D’Arrigo, primatista di traversate internazionali, scomparso nel 2006. Il sipario calerà il 14 giugno con l’ex campione tedesco di Formula Uno Michael Schumacher in veste di paracadutista.
© SOCIETÀ EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano









































































Un filmato dei Wag di Barcellona 2006




































Da Roma a Torino: i Wag 2009


















prendono il volo nel cuore dello sport italiano



















Nel prestigioso Salone d'onore del CONI sarà ospitata la presentazione ufficiale del nuovo grande evento che sbarcherà in "volo" su Torino dal 6 al 14 giugno del 2009. A Roma, nella 'casa' dello sport italiano, si svolgerà, martedì 2 dicembre alle ore 12 la conferenza-presentazione, tappa fondamentale nel percorso di avvicinamento ai World Air Games di Torino, il più grande evento di aeronautica sportiva al mondo in programma, per la prima volta assegnato all'Italia dalla Federazione Aeronautica Internazionale grazie al successo della candidatura di Torino.
A fare gli onori di casa il presidente del CONI Gianni Petrucci con il Sottosegretario allo Sport Rocco Crimi, ad illustrare programma e caratteristiche dei World Air Games Torino 2009 interverranno il presidente dell'Aero Club d'Italia, Giuseppe Leoni, il presidente della Federazione Aeronautica Internazionale Pierre Portmann, nonché Giuseppe Viriglio e Pierluigi Duranti, rispettivamente presidente e direttore sportivo del Comitato Organizzatore WAG Torino 2009.
Alcuni personaggi celebri che praticano con passione gli sport dell'aria saranno presenti come testimonial illustri, di una presentazione che si presenta come evento: tra loro l'attore francese Philippe Leroy, che all'età di 78 anni si lancia ancora abitualmente col paracadute, la presentatrice radiofonica Kay Rush, fra le prime donne a praticare il parapendio, la 'iena' televisiva Marco Berry, anch'egli paracadutista, ed è inoltre attesa la partecipazione del campionissimo di ciclismo Paolo Bettini, recentemente nominato dai WAG 2009 Ambasciatore del Volo in virtù della sua attività di pilota di ultraleggeri.


















Per maggiori informazioni sul programma www.wag2009.com





































Da Dedalo NEWS



















Il terzo satellite COSMO - SkyMed ha ottenuto le sue prime immagini radar della superficie terrestre, scattate a un mese esatto dal lancio avvenuto il 25 ottobre 2008. L’Agenzia Spaziale Italiana sottolinea in una nota la «grande efficienza raggiunta nell’operatività del sistema […] che a così poca distanza dal lancio, quando il satellite è ancora in fase di commissioning» ha già reso disponibili scatti di qualità così elevata. Alcune di queste - che raffigurano Torino , Parigi e San Francisco - sono state rese disponibili da ASI sul proprio sito.http://www.asi.it/SiteIT/Default.aspx



In memoria dell’amico gufo






































E’ stato fucilato da ignoti la mattina del primo giorno di caccia. Era davvero un bel gufo, temevo che fosse uno dei due componenti la coppia che vive da anni su questo territorio. Però raccogliendo le penne cadute a terra abbiamo avuto la ragionevole certezza, discutendone con uno dei più esperti guardiacaccia, che si trattasse di un giovane d’annata. Degli altri gufi (la coppia degli adulti e tre figli), al momento, nessuna notizia: non avendoli più visti da un mese c’è solo da sperare che non abbiano fatto la stessa finaccia toccata al loro compagno e siano fuggiti altrove.
Il gufo “fucilato” è rimasto incastrato tra i rami di un pino, probabilmente nel punto esatto dove è stato raggiunto dal piombo. E’ rimasto lassù in alto forse perché ferito e non morto all’istante. Nelle contrazioni che hanno preceduto gli istanti del trapasso, ha tentato di tenersi in equilibrio, di vincere l’ultima battaglia contro chi, stupidamente, lo voleva morto. E’ morto esattamente su quello stesso pino domestico in cui noi lo andavamo a cercare: il gufo è un uccello molto abitudinario e tende ad occupare per settimane, per mesi gli stessi alberi ed i medesimi rami. Resta appollaiato su grossi rami, in genere vicino al tronco, perfettamente mimetizzato per forma e colore. Qui riposa durante tutto il giorno, mentre sappiamo che la notte è la sua “giornata di lavoro”. Il gufo è un rapace notturno e quindi durante la notte al buio, in perfetto silenzio, caccia topi ed altri mammiferi, piccoli uccelli, coleotteri e grossi insetti recando gran beneficio all’ambiente.